Roma, 23 Luglio 2025 – «Basta guardare l’orrore che si sta consumando nella Striscia di Gaza, con un livello di morte e distruzione senza precedenti nella storia recente. La malnutrizione sta esplodendo. La carestia bussa a ogni porta». Con queste parole il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, intervenuto a una riunione del Consiglio di sicurezza condanna quello che sta accadendo nell’enclave palestinese.
Contestualmente la portavoce dell’Onu Stephane Dujarric, ha ribadito che le Nazioni Unite stanno «tentando a tutti i livelli con gli israeliani per ottenere la possibilità di portare assistenza ai civili palestinesi che sono stremati dalla fame».
Ong denunciano carestia di massa
Mentre Al Jazeera parla di almeno 63 vittime negli ultimi attacchi dell’esercito israeliano, e almeno quindici persone tra cui sei bambini sono morti in un attacco a Gaza City che ha distrutto un edificio che ospita sfollati palestinesi, un centinaio di organizzazioni umanitarie tra cui Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Caritas, diverse sezioni di Medici del Mondo e Oxfam International hanno lanciato un allarme denunciando una carestia di massa in rapida escalation nella Striscia di Gaza, già provata dal conflitto in corso. “Mentre una carestia di massa si diffonde, i nostri colleghi e le persone che aiutiamo stanno scomparendo” scrivono le Ong in un comunicato congiunto.
Anche le organizzazioni umanitarie invocano un cessate il fuoco immediato, l’apertura di tutti i valichi terrestri e l’assicurazione di un accesso senza ostacoli per gli aiuti umanitari. L’Ufficio dell’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha accusato le forze armate di Israele di aver ucciso oltre 1.000 persone a Gaza dalla fine di maggio, mentre queste tentavano di raggiungere i punti di distribuzione degli aiuti. La maggior parte delle vittime si trovava nei pressi dei centri gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un’organizzazione finanziata da Stati Uniti e Israele, la cui gestione economica è oggetto di critiche per scarsa trasparenza. “Appena fuori dai confini di Gaza, nei magazzini giacciono inutilizzati tonnellate di cibo, acqua potabile, medicinali, materiali per rifugi e carburante, poiché le organizzazioni non riescono a distribuirli”, riferiscono fonti umanitarie.