Tajani su armi a Kiev: «Americani hanno già fatto molto»

 

Washington, 16 Luglio 2025 – «Gli americani hanno già inviato molto, hanno già fatto molto, più siamo a collaborare meglio è. Adesso l’importante è arrivare alla pace». Queste le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Washington (dove ha incontrato il segretario di Stato Marco Rubio) di commento alle dichiarazioni dell’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas, sulla vendita delle armi americane a Kiev il cui conto spetterebbe all’Unione europea.

Intanto il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che i missili Patriot sono già stati spediti dalla Germania. Mentre, parlando del clima teso con Mosca, dichiara dinon aver ancora parlato con Vladimir Putin dall’annuncio dei dazi aggiuntivi se non si raggiungerà un accordo entro i 50 giorni.

«Trump sta mandando a Kiev un segnale sbagliato perché interpreta le decisioni di Washington come un via libera per continuare la guerra», replica da Mosca il portavoce del presidente, Dmitrij Sergeevič Peskov.

Le offensive e i raid non si fermano

Le sirene hanno suonato in diverse Regioni ucraine in seguito a un massiccio raid russo da Kiev fino a Kharkiv e a Kryvi Rih. Diversi i feriti e le esplosioni. Le autorità locali hanno messo in guardia dal possibile utilizzo di missili balistici. Due persone sono morte nel distretto di Kupiansk e una nella Regione di Sumy. Mosca ha rivendicato la presa di due villaggi nella Regione di Donetsk. Nel frattempo, un attacco con droni ucraini contro la Città di Voronezh, nella Russia occidentale, ha provocato 27 feriti. Altri hanno interessato Zaporizhzhia e Dnipro.

L’attacco notturno è durato 14 minuti scrive su  Telegram il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, parlando di “almeno 17 bombe sganciate sulla Città”.

La difesa aerea di Mosca invece parla di circa otto droni di Kiev abbattuti in territorio russo, come confermato dall’agenzia di stampa Tass. “I droni abbattuti volavano tre sulla Repubblica di Crimea, tre sopra il Mar d’Azov, uno sopra la Regione di Belgorod e uno su quella di Kursk”.

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