Kallas: «Gravissima situazione a Gaza»

 

Bruxelles, 15 Luglio 2025 – «La situazione sul campo a Gaza è molto grave». Queste le parole dell’Alto rappresentate Ue Kaja Kallas al vertice ministeriale Ue-vicinato meridionale, con cui ha voluto sottolineare che «un conto è firmare accordi sulla carta e un altro è attuarli: abbiamo visto dei segnali, più camion che entrano a Gaza, ma non è abbastanza».

Preoccupazioni sollevate anche dal ministro degli Affari Esteri dell’Egitto, Badr Abdelatty, che ritiene non ci sia alcun segnale dell’attuazione dell’accordo fra Ue e Israele in merito alla consegna degli aiuti umanitari nella Striscia. «La situazione sul campo è orribile» – afferma – «Ogni giorno ci sono oltre 100 persone uccise a Gaza solo perché vogliono ricevere gli aiuti, è una vergogna per tutti noi, siamo qui per parlare chiaro e dire ai nostri amici europei cosa accade sul campo».

Onu rinnova la commissione che indaga sulle violazioni dei diritti umani

Intanto proseguono gli scontri. Come confermato dall’Idf, tre soldati sono morti negli scontri nella Striscia, a Jabaila. Mentre dalla Commissione delle Nazioni Unite che indaga sulle violazioni dei diritti umani, composta da tre membri, arrivano le lettere di dimissioni e Jürg Lauber il presidente chiede al Consiglio delle Nazioni Unite di designare il nuovo team entro il 31 agosto. A motivare la decisione di rassegnare le dimissioni è l’età dei componenti: la sudafricana Navi Pillay, 83 anni, l’australiano Chris Sidoti, di 74 anni e l’indiano Miloon Kothari, sulla sessantina.

Contestualmente Israele ha presentato ai mediatori di Doha una serie di mappe che mostrano una riduzione della presenza dell’esercito israeliano a Gaza durante la tregua dei 60 giorni, al momento ancora sul tavolo delle discussioni. Questa sarebbe la seconda modifica che segue quella della scorsa settimana sotto pressione degli States, ma respinta poi da Hamas poiché insufficiente. Secondo il sito di notizie Axios, il diplomatico che ne ha dato conferma parla di una probabile riduzione della zona cuscinetto di Rafah da tre a due chilometri, anche se non esclude che non porti con sé significative, ulteriori modifiche.

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