Roma, 14 Luglio 2025 – Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, ha firmato il decreto che autorizza l’immissione in ruolo di 48.500 docenti per l’anno scolastico 2025/2026, distribuiti tra posti comuni e sostegno. Con un successivo decreto, inoltre, sarà disciplinata l’assunzione di 6.022 docenti di religione, in seguito al concorso bandito del 2024.
«Per settembre assumeremo oltre 54 mila docenti tra posti comuni, di sostegno e di religione» – ha dichiarato Valditara – «Un numero record. Contiamo così di dare maggiori garanzie di continuità didattica agli studenti e di stabilità agli insegnanti. Abbiamo dedicato particolare attenzione alla continuità didattica per il sostegno, consapevoli dell’importanza che essa riveste per i ragazzi più fragili. Sull’insegnamento della religione cattolica, stiamo realizzando la più importante immissione in ruolo degli ultimi venti anni».
Come funzionano le assegnazioni
In merito ai posti comuni e di sostegno, l’effettiva assegnazione dei contingenti alle singole classi di concorso sarà ora stabilita dagli Uffici scolastici regionali (Usr), che gestiranno le relative procedure, sulla base dei posti vacanti e del numero degli aspiranti esistenti a livello territoriale. Una volta determinata la distribuzione da parte degli Usr, potranno essere assunti gli aspiranti inseriti a livello provinciale nelle graduatorie a esaurimento e i vincitori ancora presenti nelle graduatorie regionali dei concorsi del 2016, del 2018 e del 2020. Il numero di gran lunga maggiore di assunzioni sarà effettuato utilizzando le graduatorie dei concorsi banditi nel 2023 e nel 2024 (i cosiddetti concorsi Pnrr1 e Pnrr2) nella prospettiva della piena attuazione degli sfidanti target europei del Pnrr.
Per massimizzare l’assunzione dei docenti sui posti di sostegno, eventuali residui non assegnati a queste procedure andranno ai docenti specializzati inseriti nella prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze su sostegno. In caso di esaurimento dei posti nella provincia di appartenenza, gli aspiranti potranno concorrere all’assegnazione dei posti residui anche nelle altre province della stessa Regione o nelle province di una Regione diversa, a loro scelta.
Niente per il personale Ata
Tuttavia, la misura non basta a coprire l’enorme fabbisogno del sistema scolastico: secondo la Flc Cgil, restano scoperti oltre 90.000 posti in organico di diritto e circa 160.000 in organico di fatto, tutti coperti da personale precario. “Parliamo di oltre 250.000 supplenze annue, una situazione che mina la qualità e la continuità didattica”, denuncia il sindacato. Particolarmente criticata è l’assenza di provvedimenti per educatori e personale Ata, che rappresentano più di un terzo degli operatori scolastici. “Un silenzio eloquente”, lo definisce la Flc Cgil, che chiede stabilizzazioni immediate, soprattutto per i posti di sostegno in deroga, e un riordino delle procedure di reclutamento, oggi frammentate e lente. Il sindacato accusa il Ministero di mancare una visione strutturale: “serve un piano stabile e pluriennale, non soluzioni tampone che lasciano migliaia di lavoratori in uno stato cronico di precarietà”.