Roma, 9 Luglio 2025 – Le delegazioni di Israele e Hamas riunitesi (per il quinto giorno di trattative) in Qatar non hanno raggiunto un accordo sulla tregua del conflitto nella Striscia di Gaza come confermato da fonti palestinesi che parlano di un nuovo stallo.
«Ci sono buone possibilità di giungere a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Stiamo parlando di un cessate il fuoco di 60 giorni, durante il quale saranno metà degli ostaggi, sia in vita che deceduti» ha commentato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intervistato da Fox Business mentre si trova in visita ufficiale negli Usa dal presidente Donald Trump (oggi incontrerà il capo del Pentagono Pete Hegseth e alcuni membri della comunità ebraica americana) al quale ha anche consegnato una lettera di candidatura al Premio Nobel della Pace, scatenando non poche critiche.
Opinione condivisa anche dal ministro degli Esteri Gideon Sa’ar che da Bratislava parla della possibilità concreta di raggiungere la tregua a Gaza sottolineando che «se si raggiunge la tregua temporanea, si potrà discutere quella permanente. Siamo seriamente intenzionati a raggiungere un cessate il fuoco a Gaza, e questo è realizzabile», conclude ponendo l’accento sulla necessità affinché si concretizzi la pace, di totale controllo di Hamas nell’enclave palestinese.
Un “disastro umanitario”
Intanto continuano i raid nel territorio palestinese dove, come denunciato dal ministero della Salute guidato da Hamas, nelle ultime 24 ore sono morte almeno 105 persone mentre 530 sono rimaste ferite. Una situazione disastrosa secondo Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo che, intervenuto alla plenaria di Strasburgo, ha parlato di «situazione inaccettabile» in riferimento alle difficoltà che i civili devono affrontare tra carestia e bombardamenti.
«Il Consiglio ha chiaramente invitato Israele a porre fine al blocco, a facilitare la distribuzione degli aiuti umanitari e a consentire alle Nazioni Unite, alle sue agenzie e alle organizzazioni umanitarie di svolgere liberamente il proprio lavoro», conclude parlando dell’approvazione di un nuovo programma a sostegno dell’Autorità nazionale palestinese consistente in un fondo da 1,6 miliardi.
Larijani e la minaccia a Trump
Contestualmente dall’Iran, Mohammad-Javad Larijani consigliere senior della Guida suprema iraniana Khamenei in un intervento televisivo ha lanciato un avvertimento al presidente statunitense Donald Trump con cui lo mette in guardia: «un piccolo drone potrebbe colpirlo nell’ombelico mentre prende il sole a Mar–a–Lago in Florida».