Rio de Janeiro, 6 Luglio 2025 – Oggi e domani, 6 e 7 luglio, la metropoli brasiliana, Rio de Janeiro, ospiterà il 17° vertice dell’organizzazione che riunisce alcune delle economie emergenti del Mondo. Per la seconda volta, a fare gli onori di casa sarà il presidente Lula da Silva. Pesanti alcune assenze, da Xi Jinping a Vladimir Putin, rappresentati rispettivamente dal premier cinese Li Qianq e dal ministro degli esteri russo Sergei Lavrov. Non presente anche il presidente egiziano Al Sisi. Un segnale che ridimensiona il peso del gruppo dei Brics, nato come alternativa al G7 e che di recente si è allargato a nuovi membri, fattore quest’ultimo che potrebbe averlo indebolito, invece, che rafforzato. Dunque Lula accoglierà presidenti, primi ministri e delegati di India, Sud Africa, Etiopia, Iran, Indonesia, Emirati Arabi Uniti e Nigeria.
I leader del gruppo Brics, riuniti oggi e domani a Rio de Janeiro, dovrebbero condannare i dazi commerciali “indiscriminati” voluti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, affermando che sono illegali e rischiano di danneggiare l’economia globale. Secondo una bozza delle conclusioni del vertice, visionata dall’Afp, le Nazioni emergenti che rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e il 40% della produzione economica sono pronte a unirsi per affrontare le “serie preoccupazioni” sui dazi statunitensi.
Gli assenti
Il premier Li Qiang guiderà la delegazione cinese in Brasile al posto del presidente Xi Jinping. Nessuna motivazione ufficiale è fornita da Pechino, se non generici “impegni sovrapposti”, senza ulteriori dettagli. La sua assenza appare comunque inusuale, considerando che Xi ha partecipato a tutti i vertici Brics negli ultimi 12 anni.
Diverso il caso della Russia. Vladimir Putin, su cui pende un mandato di arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra, legati alla deportazione forzata di minori ucraini, ha probabilmente rinunciato al viaggio per evitare imbarazzi ai padroni di casa. Il Brasile è infatti firmatario dello Statuto di Roma, che impone l’obbligo di arresto nei confronti di ricercati dalla Corte penale internazionale. Già lo scorso anno Putin aveva rinunciato a partecipare di persona al vertice di Johannesburg dal momento che il Sudafrica non ne aveva garantito l’immunità diplomatica.