Washington, 30 Giugno 2025 – Dopo le ultime settimane di tensione tra Usa e Canada in materia di dazi, dove dalla Casa Bianca erano arrivate minacce di possibili nuove tariffe oltre quelle su acciaio e alluminio, sembra che i due Paesi abbiano aperto alle trattative negoziali con il presidente Donald Trump e il primo ministro Mark Carney che fissano al 21 luglio la data limite per l’intesa.
Ottawa infatti proprio per tentare di riallacciare i rapporti in virtù dei negoziati sui dazi, ha annunciato la sospensione della Digital Services Tax (DST) che colpisce le big tech statunitensi come Apple, Google, Meta, Amazon e Alphabet, come confermato dallo stesso ministro delle Finanze canadese Francois-Philippe Champagne, che su X spiega che “l’abolizione della tassa sui servizi digitali consentirà ai negoziati su un nuovo rapporto economico e di sicurezza con gli Usa di compiere progressi essenziali e rafforzare il nostro impegno per creare posti di lavoro e costruire prosperità per tutti i canadesi”.
Tale imposta del 3% sui ricavi derivati dalle pubblicità online avrebbe comportato una spesa in cinque anni pari a circa 5,9 miliardi di dollari canadesi. “Queste aziende” – chiarisce il Canada – “sono accusate di sfruttare la natura immateriale del loro business per evitare di pagare il fisco”. Inoltre sarebbe stata retroattiva.
«Questo garantirà la ripresa dei negoziati in vista della scadenza del 21 luglio 2025 stabilita dal vertice del G7 Kananaskis» afferma Carney.
Gli altri rapporti statunitensi
Mentre oggi è atteso il voto al Senato sugli emendamenti inerenti le proposte di legge di Trump per il taglio delle tasse e la spesa e la Cina corre ai ripari per l’approccio bilaterale dell’amministrazione di Donald Trump dichiarandosi “pronta a reagire contro ogni accordo che danneggia gli interessi cinesi”, arriva un nuovo accordo tra Usa e Regno Unito in materia di dazi sulle auto e sulle componenti aerospaziali esportate negli States.
L’accordo, commentato dal primo ministro britannico Keir Starmer come «un’intesa cruciale per salvaguardare migliaia di posti di lavoro e alleggerire i costi dell’industria», prevede il taglio dei dazi dal 27,5% al 10% per le auto e l’eliminazione delle tariffe sui motori aeronautici. In cambio, il Regno Unito aprirà di più al mercato statunitense di carne bovina ed etanolo.