Netanyahu pronto ad andare a Washington da Trump

Washington, 28 Giugno 2025 – Includere Libano, Arabia Saudita, Malesia e Indonesia negli Accordi di Abramo, raggiungere la normalizzazione con la Siria e promuovere un accordo per riportare a casa gli ostaggi nelle mani di Hamas. Per questo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe preparando un viaggio negli States per incontrare il presidente Donald Trump (che prevede il raggiungimento del cessate il fuoco a Gaza entro la prossima settimana). A diffondere la notizia l’emittente israeliano Canale 12 che evidenzia la convinzione ormai diffusa in Israele per cui la normalizzazione con la Siria e i Paesi vicini potrà arrivare solo grazie all’impegno del presidente statunitense per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza.

 

Netanyahu smentisce: «No a spari sulla folla in attesa degli aiuti»

La notizia giunge in concomitanza con la presentazione da parte di Netanyahu della richiesta di sospendere per due settimane il processo a suo carico per corruzione, con le smentite secondo cui l’esercito di Israele non abbia mai ricevuto alcun ordine di sparare contro i civili nella Striscia di Gaza in attesa degli aiuti umanitari e denunciati dal quotidiano Haaretz che parla delle indagini del meccanismo di valutazione dei fatti dello Stato maggiore sui presunti crimini di guerra nei siti di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation.

«Israele respinge categoricamente le spregevoli accuse di violenza pubblicate sul quotidiano Haaretz» dichiara Netanyahu in conferenza congiunta con il ministro della Difesa, Israel Katz.

Tel Aviv accusa l’Onu: “aiuti in linea con Hamasa”

La situazione nella Striscia di Gaza si fa sempre più drammatica con l’Onu che parla di 519 persone uccise in attesa nei centri di distribuzione. Intanto dal Venezuela il presidente Nicolas Maduro accusa di immobilismo: «oltre 100 perone muoiono ogni giorno a Gaza, tra donne, bambini e anziani mentre l’Occidente guarda dall’altra parte» afferma in un evento tv auspicando che il cessate il fuoco tra Israele e Iran possa dare la spinta giusta ai leader mondiali «per salvare l’umanità dalla guerra».

Dura la replica di Tel Aviv che considera unatattica deliberata accusare Israele per i fallimento dell’Onu per le azioni di Hamasin riferimento alle parole del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha definito quello che accade a Gaza un “sistema militarizzato che uccide”.

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