Bruxelles, inizia il Consiglio europeo

 

Bruxelles, 26 Giugno 2025 – Inizia oggi la due giorni (26 e 27 giugno) dell’atteso Consiglio europeo nella Capitale belga incentrato sulle future sfide geoeconomiche, gli sviluppi in corso sia in Medio Oriente che in Ucraina e la difesa. Il vertice segue quello all’Aia della Nato dove i leader dei Paesi membri hanno stabilito di impegnarsi nell’investire il 5% del piano annuo nelle esigenze per la difesa.

«Tratteremo varie questioni che devono essere affrontate in maniera congiunta per far progredire le nostre ambizioni comuni: costruire un’Europa più competitiva, più sicura e più autonoma per i nostri cittadini e garantire che l’Unione europea possa essere un attore globale efficace, prevedibile e affidabile». Queste le dichiarazioni del presidente del Consiglio António Luís Santos da Costa in occasione dei lavori.

Le questioni sul tavolo

Tante le questioni sul tavolo dei leader come la difesa e la sicurezza europea, per implementare e rafforzare tali sistemi per fronteggiare le sfide future, e dare seguito alle richieste avanzate nell’ultimo vertice Nato, potenziando, entro il 2030, la sicurezza dell’Europa; il sostegno in favore della fine della guerra in Medio Oriente con uno sguardo particolare su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza e della pericolosa escalation.

Non solo, i leader che oggi si incontreranno per il Consiglio europeo discuteranno della pace in Ucraina dopo l’aggressione russa, la promozione di un cessate il fuoco e il dibattito sull’adesione all’Ue. Ieri inoltre, per la prima volta dall’inizio della guerra, Papa Leone XIV ha sentito il presidente russo Vladimir Putin per promuovere la pace.

«L’Ucraina» – dichiara Costa – «si è adoperata con fermezza a favore di un reale processo di pace e l’Ue continuerà a sostenerla con altrettanta fermezza». Il segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset ha siglato insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’accordo sull’istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. «La legge deve parlare più forte delle bombe, è questo il messaggio che la creazione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina vuole portare», ha affermato sottolineando che «stiamo costruendo un’Europa più forte, basata sulla giustizia».

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