Dazi su alluminio e acciaio da oggi al 50%

 

Washington, 4 Giugno 2025 – Un brusco risveglio per gran parte dei Paesi toccati dai dazi imposti dall’amministrazione Trump. Intorno alle 6, ore italiane, infatti sono ufficialmente entrati in vigore i dazi del 50% che coinvolgono le importazioni di alluminio e acciaio dal resto del Mondo. Una mossa, confermata ieri dal portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt che potrebbe alimentare le tensioni con i principali partner economici ma che il capo della Casa Bianca ritiene «necessari per rendere le industrie statunitensi di acciaio e alluminio più forti che mai».

«Abbiamo inviato lettere a tutti i nostri partner ricordando, in maniera amichevole, che le scadenze sui dazi stanno arrivando» ha ribadito Leavitt.

Trump: «Dazi necessari contro produzioni a basso costo»

«Ho ritenuto necessario aumentare i dazi doganali sull’acciaio e sull’alluminio per adeguare le importazioni e garantire che non ci siano rischi per la sicurezza nazionale» sottolinea Donald Trump, sostenendo che l’imposizione aiuterà il Paese a contrastare la produzione a basso costo proveniente da Paesi stranieri che contestualmente «mina la competitività delle industrie siderurgiche statunitensi e di alluminio».

«Sebbene quelli finora imposti abbiano fornito un sostegno essenziale ai prezzi sul mercato americano, non hanno consentito a queste industrie di sviluppare e mantenere un tasso di utilizzo delle capacità produttive sufficiente alla loro sostenibilità e in vista delle esigenze della difesa nazionale» prosegue, affermando che queste misure renderanno più forti le industrie statunitensi fornendogli maggiore sostegno ed eliminando la minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dalle importazioni di prodotti in acciaio e alluminio e dei loro derivati.

Bruxelles e i negoziati in corso

Le nuove tariffe scattano a pochi giorni dall’addio di Elon Musk alla guida del Doge che su X ha lanciato alcune bordate al provvedimento di spesa repubblicano, sostenendo che “la legge di spesa del Congresso è un abominio disgustoso” ribadendo che “chi l’ha votata dovrebbe vergognarsi”.

Intanto Bruxelles preme sull’acceleratore per i negoziati con gli Usa, come ribadito dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante una telefonata con Trump. Spinta che trova conferma nelle dichiarazioni di Olof Gill, portavoce della Commissione europea responsabile per il commercio, che afferma «i negoziati a livello tecnico sono in corso e finora sono stati molto costruttivi».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *