Roma, 3 Giugno 2025 – Nonostante le stime preliminari dell’Istat per maggio 2025 indichino un rallentamento dell’inflazione complessiva, con una variazione annuale che scende dal +1,9% al +1,7%, la realtà per le famiglie italiane è ben diversa.
Fare la spesa quotidiana continua a essere un peso sempre più gravoso, con aumenti significativi che minano il potere d’acquisto e mettono a dura prova i bilanci domestici. Secondo quanto emerso dall’analisi infatti la decelerazione dell’inflazione potrebbe essere dovuta a una dinamica più contenuta dei prezzi di alcuni prodotti come quelli energetici regolamentati (da +31,7% a +29,1%); o gli alimenti non lavorati (da +4,2% a +3,7%); i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,6% a+3,0%) e quelli dedicati al trasporto che passano dal +4,4% al +2,6%.
Anche l’inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari freschi, ha mostrato un lieve calo, scendendo al 2% dal 2,1% del mese precedente. Questi dati, sebbene suggeriscano un alleggerimento della pressione generale, non riflettono la situazione percepita dai consumatori nelle loro spese essenziali.
Impennata dei prezzi
C’è una controtendenza del carrello della spesa che costa sempre di più per le famiglie italiane con aumenti, anche importanti, dei beni di prima necessità. Secondo lo studio i prodotti per la cura della casa sono passati dal +2,6% di aprile al +3,1% a maggio. Ancor più preoccupante è l’andamento dei soli prodotti alimentari e bevande analcoliche, che registrano un incremento dal +3,2% di aprile al +3,6% del successivo mese, con un rialzo mensile dello 0,8%.
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, ha espresso forti preoccupazioni per la situazione attuale ponendo l’accento sul fatto che «il calo dell’inflazione complessiva non si traduce in alcun modo in benefici per i cittadini, non porta ad alcun vantaggio ma è solo la conferma che i rialzi di aprile erano causati dalle speculazioni legate alla Pasqua e al caro energia». Non solo, per Dona, il calo delle bollette è veramente dovuto all’arrivo della stagione estiva mentre le “spese obbligate” mandano in tilt i bilanci familiari con centinaia di euro in più che vengono spesi ogni anno.