“Codex”: arte e storia alla Biblioteca apostolica vaticana

 

Città del Vaticano, 26 Maggio 2025 – Un ponte tra passato e futuro incentrato su opere di artisti del calibro di Caravaggio, Bernini e Tintoretto affiancati da documenti e manoscritti di importanza storica custoditi nella Biblioteca apostolica vaticana. Questo è il fulcro diCodex”,  l’iniziativa frutto di un protocollo d’intesa di lungo termine tra Colnaghi Foundation (ente di beneficienza incentrato sulla cultura la promozione della conoscenza delle opere antiche) e l’archivio della Biblioteca aperto al pubblico fino al 2 giugno. L’evento, filantropico oltre che espositivo, cade in concomitanza con il Giubileo e l’insediamento di Papa Leone XIV, attribuendo all’iniziativa un significato ancora più profondo di unità collettiva, apprendimento e stupore, nel solco di una lunga tradizione di promozione culturale e custodia del patrimonio.

Il progetto rappresenta inoltre un’opportunità per gli studiosi di accedere a un eccezionale insieme di opere d’arte accanto ai documenti d’archivio, aprendo nuove vie per la ricerca accademica e la scoperta.

La mostra

L’esposizione, intitolata “Codex” (Codice) vuole sottolineare come ogni opera esposta, e ogni manoscritto da cui è accompagnato, vuole invitare il visitatore a un’analisi nuova, guardando l’eccezionale ensemble della Biblioteca con nuove prospettive di lettura.

«Se lo spazio-tempo percorso nell’andamento ciclico della vita ci indica che il passato non ha né inizio né fine e lascia invece solo delle tracce, nella splendida cornice della Biblioteca apostolica  vaticana, abbiamo l’onore di contribuire con una piccola pagina alla conservazione e trasmissione di alcune di esse», scrive Candida Lodovica de Angelis Corvi nell’introduzione al catalogo ragionato della mostra. «É anche questo il motivo dietro la scelta di Codex come titolo della mostra. È la volontà di esprimere un senso di appartenenza “in codice”. È l’urgenza di riconoscere nella memoria le tracce della natura contraddittoria dei nostrisistemi complessi“. Ogni opera esposta é una testimonianza la storia ma anche e soprattutto della nostra rilettura di essa», sottolinea.

Don Mauro Mantovani, prefetto della Biblioteca apostolica vaticana, ribadisce che: «Inserire opere di straordinario valore artistico nei nostri ambienti storici, insieme a documenti delle nostre collezioni rappresenta un’opportunità privilegiata per promuovere un dialogo profondo tra opere, spazi e significati. L’iniziativa valorizza e connette oggetti culturali provenienti da contesti diversi, in un allestimento che ne esalta l’unicità e al tempo stesso la complementarietà». 

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