Palermo, 25 Maggio 2025 – Una tragedia che non trova pace. Sono ripresi il 15 maggio, dopo una breve interruzione, i lavori di recupero dello yacht “Bayesian”, affondato il 19 agosto 2024 a Porticello, nel palermitano, durante una violenta tempesta. Nel naufragio morirono sette persone, tra cui il proprietario, il miliardario britannico Michael Lynch, e la figlia Hannah. Tra i superstiti figurano alcuni membri dell’equipaggio, passeggeri e hostess di bordo.
Morte sub, indagato titolare ditta incaricata recupero
I pm di Termini Imerese Concetta Federico e Raffaele Cammarano hanno indagato, con le ipotesi di omicidio colposo e violazione delle normative sulla sicurezza nei posti di lavoro, il legale rappresentante della Smith & Savage, la ditta per cui lavorava Rob Cornelis Huijben, il sommozzatore olandese morto la settimana scorsa mentre tagliava il boma del Bayesian, sul quale sono in corso le operazioni di recupero.
L’iscrizione è un atto dovuto ed è stata fatta prima dell’autopsia, dato che il titolare della società olandese è responsabile della sicurezza dei sommozzatori. L’indagato ha così potuto nominare un consulente di parte che la scorsa settimana ha partecipato all’atto irripetibile, appunto l’esame autoptico del cadavere del sub. La Smith & Savage e la Hebo, proprietaria delle due gru Lift 10 e Lift 2, che lavorano per conto della Tmc Marine: il Bayesian dovrebbe essere portato in superficie la prima settimana di giugno. Al posto dei sommozzatori scendono adesso i robot sottomarini.
Il lungo giro di proprietà
La storia dello yacht è segnata da una lunga sequenza di passaggi di proprietà e sfortune. Il veliero, inizialmente battezzato “Salute”, fu commissionato nel 2005 dall’imprenditore olandese Eric Albana Jelgersma e completato nel 2008. In quello stesso anno, dopo che Jelgersma rimase paralizzato a causa di un incidente nautico, l’imbarcazione venne venduta all’immobiliarista John Greenwood. Nel 2014 passò alla società Revtom Limited, riconducibile ad Angela Bacares, moglie di Mike Lynch, e assunse il nome “Bayesian”.
Le operazioni di dismissione del relitto, lungo 56 metri e adagiato a circa mezzo miglio dalla costa, a una profondità di 48 metri, sono iniziate ufficialmente il 3 maggio. Il costo complessivo è stimato in circa 15 milioni di euro. Per riportare a galla il relitto, si sta utilizzando una gru galleggiante. I lavori erano stati interrotti il 10 maggio, in seguito alla morte del sub olandese Robcornelis Maria Huijben Uiben, 39 anni, durante un’immersione di routine.
L’incidente che ha causato un’altra vittima
A richiederlo era stato il pm Raffaele Cammarano. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il sub stava tagliando il boma del veliero quando una fiammata, innescata dalla fiamma ossidrica a contatto con sacche di idrogeno intrappolate nel relitto, ha provocato una violenta esplosione. Un pezzo di metallo, staccatosi per l’urto, lo ha colpito mortalmente. Robcornelis Maria Huijben Uiben è l’ottava vittima legata alla storia del Bayesian.
Dopo la tragedia del 2024, il Marine Accident Investigation Branch (MAIB), l’ente britannico che indaga sugli incidenti marittimi, sia di navi in acque britanniche che di navi britanniche in tutto il Mondo, ha aperto un’inchiesta internazionale. Anche la Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta per naufragio e omicidio colposo plurimo. Sono attualmente indagati il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchine Tim Parker Eaton e il marinaio Matthew Griffith.
Le operazioni di recupero dello yacht “Bayesian” proseguono tra difficoltà e incertezze. La speranza è che le inchieste di Termini Imerese e del MIAB possano finalmente offrire delle risposte certe alle famiglie delle vittime, su quanto accaduto veramente il 19 agosto di un anno fa. Solo così Porticello potrà lasciarsi alle spalle una delle sue pagine più dolorose e tornare alla normalità.