La presenza di Kiev al G7 in Canada è un messaggio forte

Ottawa, 21 Maggio 2025 – «La presenza di Kiev al G7 dell’economia rappresenta un messaggio al Mondo, chiaro e forte sul sostegno all’Ucraina contro l’invasione russa». Queste le parole del ministro delle Finanze canadese, Francois-Philippe Champagne, durante una conferenza stampa congiunta con il suo corrispettivo ucraino Sergii Marchenko a margine del G7 in corso fino a giovedì nella provincia occidentale di Alberta e incentrati «non solo sulle turbolenze economiche dettate dai dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump, ma anche sul valutare le responsabilità della Russia e avviare la discussione sulla ricostruzione».

 

Durante la conferenza stampa Marchenko ha sottolineato la necessità di una maggiore pressione sulla Russia.

Vaticano pronto ad accogliere i negoziati

Mentre fanno discutere le affermazioni di Donald Trump in merito a una possibile uscita dai negoziati in caso Kiev e Mosca non facciano progressi e le dichiarazioni rilasciate dal Tycoon dopo la telefonata con Vladimir Putin sull’attesa del memorandum prima di procedere con eventuali misure economiche contro la Russia, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un incontro telefonico con i leader della coalizione dei volenterosi guidata dal francese Emmanuel Macron e il britannico Keir Starmer, il presidente finlandese Alexander Stubb, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in merito alla disponibilità del Vaticano di aprire le porte ai colloqui di pace.

“Nell’ambito di una telefonata intercorsa con Papa Leone XIV sui passi da compiere per costruire una pace giusta e duratura in Ucraina, trovata nel Santo Padre conferma della disponibilità ad accogliere in Vaticano i prossimi colloqui tra le parti” si legge in una nota di Palazzo Chigi in cui evidenzia che i partner hanno deciso dimantenere uno stretto coordinamento in vista di un nuovo round di negoziati finalizzato a un cessate il fuoco e a un accordo di pace in Ucraina”.

Intanto Vladislav Maslennikov direttore del Dipartimento per le questioni europee del Ministero degli Esteri russo, attacca l’Ue e le nuove sanzioni approvate recentemente affermando che «non riesce a trovare la forza di ammettere che la sua politica sanzionatoria ha fallito e che ha danneggiato in modo significativo la sua stessa economia».

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