Roma, 8 Maggio 2025 – In un contesto globale di crisi internazionali tra la guerra tra Russia e Ucraina e quella in Medio Oriente tra Israele e Palestina, ecco spuntare un’altra crisi: quella tra India e Pakistan, due potenze nucleari tra le più popolose del Mondo (rispettivamente il primo e il quinto) con 140 – 150 testate e politiche molti differenti tra loro in merito all’uso.
Cosa è accaduto
Le tensioni tra India e Pakistan hanno origini profondamente radicate nella storia e nella nascita dei due Paesi, istituiti con la separazione nel 1947 con la spartizione di quella che era l’India britannica. L’india infatti è a maggioranza indù mentre il Pakistan a maggioranza musulmana.
Il conflitto è tornato ad alimentare i timori della comunità internazionali il 22 aprile scorso, quando un gruppo di uomini armati aprì il fuoco in una nota località turistica nel Kashmir indiano causando la morte di 25 turisti originari del Nepal. In questa circostanza le autorità indiane puntarono il dito contro il Pakistan, reo di aver accolto i responsabili del massacro, ritenuto il più grave mai avvenuto in India dal 2008, quando Mumbai fu teatro di una serie di azioni terroristiche conclusesi con molti morti e feriti.
Araghchi: «Necessaria prudenza»
Giunto a Nuova Delhi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invitato India e Pakistan alla calma sottolineando come la Regione ha bisogno di tranquillità, soprattutto per espandere la cooperazione economica tra i Paesi vicini «e speriamo che questa possa essere raggiunta». Inviti mossi anche da Usa e Cina che si è proposta come mediatrice per i negoziati di pace, mentre proseguono le ostilità sul campo di battaglia.
Come riferito dalle autorità indiane il bilanci dell’ultimo attacco delle forze del Pakistan nel Kashmir è di 59 feriti e 13 morti, tutti civili provenienti dalla città di Poonch. Ieri nella stessa cittadina deceduto anche un militare indiano.