Hormozgan, 26 Aprile 2025 – Secondo quanto riportato dai media statali sono almeno quattro le persone rimaste uccise in Iran dopo una forte esplosione nel sud del Paese in un porto cruciale per il commercio, esattamente a 1050 chilometri da Teheran, sullo Stretto di Hormuz. 516 sono invece, al momento, i feriti. Le autorità chiedono di donare il sangue. E, come sempre accade in questi casi, cercano il gruppo sanguigno 0. Sempre le autorità non forniscono spiegazioni precise e nessuno sa che cosa abbia provocato.
La compagnia nazionale iraniana di raffinazione e distribuzione del petrolio ha dichiarato in un comunicato che l’esplosione non è collegata alle raffinerie, ai depositi di carburante o all’azienda.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso il suo «profondo rammarico» e la sua solidarietà per le vittime dell’esplosione. In un messaggio sul suo account X, ha dichiarato di aver ordinato un’indagine sull’incidente e sulle sue cause, mentre nella Città portuale è arrivato poco fa il ministro degli Interni Eskandar Momeni.
Anche il procuratore generale iraniano, Mohammad Movahedi, ha ordinato un’indagine urgente sull’esplosione al porto secondo quanto riportato dai media locali. Nella sua direttiva al procuratore provinciale di Hormozgan, Movahedi ha sottolineato la necessità di un’indagine «rapida e precisa» e ha chiesto un’azione ferma contro chiunque sia ritenuto responsabile di negligenza o cattiva condotta in relazione all’incidente.
Non siamo coinvolti
Nel frattempo, l’autorità doganale iraniana ha ordinato a tutti gli uffici di interrompere le spedizioni e il transito verso il porto Shahid Rajaee fino a nuovo avviso, secondo quanto riportato dai media locali sabato. Il porto di Bandar Abbas è uno degli scali chiave per l’economia iraniana. Accanto, c’è una base della Marina delle Guardie della Rivoluzione e secondo molti osservatori sarebbe da qui che partono le spedizioni di armi destinate a Hezbollah e Houthi.
Israele non è coinvolto nell’esplosione avvenuta in un porto dell’Iran meridionale: lo hanno dichiarato i funzionari di Tel Aviv al notiziario Channel 12, ripreso dal Times of Israel.