Washington, 15 Aprile 2025 – Dopo il taglio ai dazi sugli smartphone, questa volta il presidente statunitense, Donald Trump, sembrerebbe pronto a sospendere (almeno in via temporale) quelli imposti al 25% al settore auto.
Per il Tycoon infatti questo intervallo dovrebbe permettere alle case automobilistiche di adattare le proprie catene di approvvigionamento e trasferire la produzione negli Usa. «Sto valutando una soluzione che possa aiutare alcune case automobilistiche», ha affermato parlando con i media, evidenziando, poi, come questo ridurrebbe la dipendenza da Canada, Messico e Cina. Una strategia flessibile, un “tira e molla finanziario” che non rappresenta un cambio di idea come specificato dallo stesso Trump: «Nessun Paese si salverà, ma sono flessibile».
«Alle aziende serve tempo per adattarsi alla manovra», ha commentato Matt Blunt, presidente dell’American Automotive Policy Council, un’associazione che rappresenta Ford, General Motors e Stellantis, che condivide gli obiettivi trumpiani sull’aumento delle produzioni locali.
Pronti altri dazi
Nonostante l’incertezza globale sia degli investitori, che vedono una lenta ripresa di Wall Street nonostante il dollaro continui a indebolirsi, sia da parte dell’Ue, che invita alla prudenza i suoi funzionari in missione a Washington per trovare una quadra sui dazi, Trump avanza spedito con l’obiettivo di riportare le produzioni negli Usa. Già questa settimana potrebbe annunciare l’introduzione di dazi sia sulla produzione di farmaci, che sui semiconduttori, con alcune eccezioni per aziende di settore.
Non solo, dal suo team giunge voce di dazi del 20,9% sulla maggior parte delle importazioni di pomodori dal Messico, uno dei fornitori principali di questo prodotto importato dagli Usa. A tal proposito, spiegano, hanno sospeso un accordo risalente al 2019 poiché il ministero del Commercio “non è riuscito a proteggere i coltivatori di pomodori statunitensi dalle importazioni messicane a prezzi iniqui. Questa azione” – conclude la nota – “consentirà ai coltivatori di pomodori statunitensi di competere lealmente sul mercato“.
Trump si attribuisce il merito della decisione di Nvidia di trasferire negli Stati Uniti l’intera produzione di semiconduttori deputati all’intelligenza artificiale, affermando che questa «porterà oltre 500 miliardi di dollari entro quattro anni».