Mosca chiede processo per la Kallas

 

Bruxelles, 15 Aprile 2025 – “Rimuovere dal proprio incarico l’Alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, e processarla davanti a un tribunale internazionale delle Nazioni Unite“. É quanto chiesto attraverso Telegram da Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, in risposta all’invito della rappresentante europea a boicottare la parata del 9 maggio che si tiene ogni anno a Mosca per celebrare la vittoria sovietica della Seconda guerra mondiale.

Per Volodin infatti quanto affermato dalla Kallas “è irrispettoso nei confronti della memoria di tutti coloro che hanno perso la vita per salvare il Mondo dal nazismo. Un Mondo salvato dal popolo multinazionale sovietico, con 27 milioni di vite spezzate, e dai Paesi della coalizione antifascista come Usa e Regno Unito, che hanno perso oltre 800 mila persone, non deve mai essere dimenticato”, ribadendo che in Russia esiste una legge che vieta la riabilitazione del nazismo e norme per punire coloro che profanano la memoria dei caduti. “Difenderli è il nostro dovere”.

Intanto l’Ue, dopo la riunione del Consiglio degli affari esteri a Lussemburgo, ha reso noto di voler intensificare le sanzioni contro Mosca in seguito agli attacchi balistici sulla Città di Sumy, costati la vita a molti civili, compresi bambini, avvenuti durante le celebrazioni della Domenica delle Palme.

Witkoff: «Putin pronto a un accordo»

Dalla Commissione europea Ursula von der Leyen, in occasione dell’incontro a Bruxelles con il vicepremier ucraino con delega all’Innovazione e alla Tecnologia, Fedorov Mykhailo, afferma che l’Europa continuerà a sostenere Kiev e che «si sta lavorando a un modello di innovazione efficiente che porterà una migliore cooperazione e grandi benefici».

In una intervista di questa mattina per Fox News, l’inviato speciale Usa Steve Witkoff, che la scorsa settimana ha incontrato a Mosca il presidente russo Vladimir Putin, afferma che il leader del Cremlino è pronto a giungere a un accordo di pace permanete con l’Ucraina. Chiave dell’accordo «i cosiddetti cinque territori» – spiega – «ma c’è molto di più: ci sono protocolli di sicurezza, non c’è la Nato, l’articolo 5 della Nato, ci sono solo un sacco di dettagli allegati. È una situazione complicata radicata in alcuni aspetti davvero problematici che stanno accadendo tra i due Paesi».

Notizia che troverebbe conferma anche nelle parole del ministro degli Esteri russo Sergej Viktorovič Lavrov che, a un’emittente locale, ha affermato che «se ne sta discutendo», attribuendo a Washington i meriti sull’approfondimento della questione.

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