Roma, 1 Aprile 2025 – «I miei collaboratori sono ostaggi. Indagini politiche». Queste le parole con cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu commenta l’arresto nell’ambito dell’inchiesta Qatargate di due dei suoi uomini fidati: Yonatan Urich, consigliere per la gestione delle crisi e la comunicazione, e Eli Feldstein, suo ex portavoce. Un situazione difficile questa che, anche se non vede Netanyahu sul registro degli indagati lo ha visto comparire in tribunale a Tel Aviv nella mattinata di ieri e nel tardo pomeriggio interrogato dalla polizia.
In attesa dell’udienza spostata a mercoledì, in un videomessaggio diffuso in serata Netanyahu ha dichiarato in merito all’inchiesta che «si tratta di indagini politiche» e che «la polizia ha detto che ci volevano quattro ore per interrogarmi, ma dopo un’ora non avevano più domande. Si tratta di una caccia politica volta a sventare il licenziamento del capo dello Shin Bet (in riferimento alla sostituzione di Ronen Bar con il comandante della Marina Eli Sharvite, ma pare Netanyahu abbia dei ripensamenti, ndr) e a far cadere un primo ministro di destra».
Qatargate
L’inchiesta Qatargate su cui stava lavorando l’ormai ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar nasce da alcune rivelazioni in merito alle attività sospette di Feldstein che, stando quanto è emerso, lavorava per il Qatar tramite una società incaricata da Doha nel fornire ai media informazioni e notizie in favore del regime. Non solo, l’uomo è anche ritenuto colpevole di aver recato un grave danno alla sicurezza nazionale in un caso inerente il furto e la fuga di notizie di alcuni documenti classificati top secret dall’esercito. Gli arrestati, inoltre, hanno entrambi svolto pubbliche relazioni per il Qatar per la Coppa del Mondo 2022.
Forum ostaggi contro Netanyahu
Intanto lo scontro prosegue e Israele chiede ad Hamas il rilascio di 11 persone prima di procedere a un nuovo accordo sulla tregua, come riportato dai media locali che parlano di rassicurazioni da parte israeliana su una tregua di 40 giorni e il rilascio di un numero imprecisato di ostaggi. La più grande associazione di familiari delle persone tenute in prigionia da Hamas, il Forum dei familiari, lancia pesanti accuse contro Netanyahu affermando che il primo ministro “è confuso”. “Vorremmo ricordarti” – scrivono in una nota – “che i veri ostaggi sono i nostri 59 fratelli e sorelle che sono trattenuti a Gaza da 542 giorni”.