Roma, 18 Marzo 2025 – È finita la pace in Medio Oriente. L’esercito di Israele ha ripreso a colpire nella Striscia di Gaza i miliziani di Hamas con un massiccio bombardamento costato la vita a oltre 300 persone compresi alcuni bambini.
Colpiti diversi edifici tra cui abitazioni a Deir-Balah, Khan Younis, Gaza City e Rafah. Secondo i media, dietro la ripresa dei bombardamenti ordinati dal primo ministro Benjamin Netanyahu in accordo con il ministro della Difesa Israel Katz, considerati i più significativi dalla tregua del 17 gennaio, ci sarebbe “il rifiuto di Hamas di rilasciare gli ostaggi e l’accettazione delle proposte avanzate dagli Usa” recita una nota diffusa dall’Ufficio del primo ministro.
Netanyahu: «Agire con forza»
“Da adesso in poi Israele agirà contro Hamas con una forza militare sempre maggiore. Il piano operativo degli estesi attacchi aerei lanciati nella notte dai caccia è stato presentato dall’Idf lo scorso fine settimana ed è stato approvato dalla leadership politica” recita la nota con cui Netanyahu spiega che nel fine settimana ha avuto, come confermano i media locali, diverse riunioni con i capi dell’Idf e dei servizi di sicurezza in merito ai raid. Non solo, il primo ministro avrebbe avuto delle consultazioni anche con la Casa Bianca che quindi era al corrente della ripresa delle ostilità. Brian Hughes, portavoce del Consiglio di Sicurezza di Washington ha dichiarato che «Hamas avrebbe potuto rilasciare gli ostaggi per estendere il cessate il fuoco, ma ha scelto il rifiuto e la guerra».
La replica di Hamas
Il ministro della Difesa Israel Katz plaude alla decisione di riprendere l’offensiva affermando che «si apriranno a Gaza le porte dell’inferno» e che Israele non smetterà di lottare «finché tutti gli ostaggi non torneranno a casa e tutti gli obiettivi della guerra non saranno raggiunti». Hamas accusa Netanyahu di voler proseguire la guerra optando per il sacrificio degli ostaggi perché rappresenterebbe “un’ancora di salvezza” dato che in patria sale la pressione su di lui per il rilascio degli ostaggi e per via del rapporto teso con il capo dello Shin Bet, Ronen Bar che avrebbe voluto sostituire per carenza di fiducia e che adesso guida l’offensiva insieme a Eyal Zamir, nuovo capo di Stato maggiore dell’Idf.