Roma, 17 Marzo 2025 – Sale la tensione nello Yemen dopo “l’azione militare decisa e potente contro gli Houthi” ordinata dal presidente Usa Donald Trump, costata la vita a oltre 59 persone. Ieri infatti gli Houthi hanno risposto duramente colpendo con diciotto missili balistici e un drone la USS Harry S. Truman nel Mar Rosso.
“Il nemico americano ha lanciato un’aggressione palese contro il nostro Paese nelle ultime ore con oltre 47 attacchi aerei” scrive il portavoce Houti in una dichiarazione in cui sottolinea che “le forze armate hanno condotto un’operazione militare specifica prendendo di mira la portaerei americana e le sue navi da guerra nel Mar Rosso settentrionale. Non solo le navi israeliane, ma anche quelle americane saranno tra i nostri principali bersagli” conclude affermando che le forze yemenite continueranno “con l’aiuto di Allah Onnipotente” a imporre un blocco navale al nemico israeliano impedendo così alle navi di entrare “nella zona delle operazioni dichiarata finché gli aiuti e i beni di prima necessità non saranno consegnati alla Striscia di Gaza”.
Tra le vittime degli attacchi in Yemen, secondo fonti locali, anche Abd al-Malik Badr ad-Din al Houthi, capo della sicurezza.
La minaccia Usa
L’escalation nello Yemen è iniziata dopo che sabato il presidente Trump ha deciso di porre fine agli attacchi degli Houthi ai danni delle navi americane e di altri Paesi, nel Mar Rosso , riaprendo così le rotte di navigazione. In una dichiarazione che precede le operazioni statunitensi infatti, ha affermato che “è passato più di un anno da quando una nave commerciale battente bandiera statunitense ha navigato in sicurezza attraverso il Canale di Suez, il Mar Rosso o il Golfo di Aden” mentre solo quattro mesi fa gli Houti hanno colpito la nave militare Usa più di dieci volte.
Non solo, oltre a denunciare che tali azioni sono costate caro all’economia globale, anche in termini di vite umane innocenti, Trump lancia un avvertimento all’Iran e, con tono durissimo, li invita a non proseguire col sostegno agli Houthi “o ci saranno delle gravissime conseguenze, come non avete mai visto prima”.
Dalle Nazioni Unite intanto il segretario generale Antonio Guterres chiede che le ostilità cessino il prima possibile.