Roma, 14 Marzo 2025 – «La nostra posizione si basa sul presupposto che il cessate il fuoco sia prolungato». Queste le parole del presidente russo Vladimir Putin nel corso del suo intervento al termine dell’incontro con il suo corrispettivo bielorusso Aleksander Lukashenko, sulla proposta accettata dall’Ucraina nel corso dell’incontro con la delegazione Usa a Gedda. Putin inoltre ha sottolineato l’esistenza di alcune «sfumature» da analizzare come le questioni inerenti l’origine del conflitto ipotizzando, dopo aver ringraziato tutti quei Paesi che sono intervenuti per cercare di mediare per la pace, di discutere dei particolari con gli Usa.
A termine della conferenza stampa Putin ha anche incontrato l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, per un vertice blindatissimo del quale non si hanno molte informazioni se non che per l’importanza del bilaterale, potrebbe estendersi anche alla giornata di oggi. Yury Ushakov, assistente del Cremlino smentisce intanto le voci sui colloqui telefonici Putin-Trump, poiché al momento le parti non si sono ancora accordate.
Trump: «Delusione se Mosca non accetta»
Intanto l’Ue plaude all’esito positivo dell’incontro a Gedda e da Kiev il presidente Volodymyr Zelensky commenta le dichiarazioni di Vladimir Putin sostenendo che «vuole respingere la proposta degli Usa di un cessate il fuoco di 30 giorni con l’Ucraina e, per riuscirci, pone richieste impossibili» e che «sta preparando il no ma non sa come dirlo a Trump».
Dalla Casa Bianca Donald Trump si dice fiducioso nel corso di un incontro con il segretario della Nato, Mark Rutte «il discorso di Putin è molto promettente anche se non completo» precisando che se dovesse rifiutare il piano «sarebbe un momento molto deludente per il Mondo intero. Mi piacerebbe incontrami, parlare con Putin» conclude.
Da Kiev il capo del centro contro la disinformazione Andriy Kovalenko riprendendo quanto affermato dal presidente Zelensky, ritiene che il cessate il fuoco con sfumature sia parte di una tattica di attacco e difesa, «mentire e accusare l’Ucraina per le sue stesse violazioni, facendo richieste strane e facendo le stesse cose che ha fatto durante i negoziati di Minsk».