Bce verso un ulteriore taglio sui tassi

Francoforte, 6 Marzo 2025 – C’è grande fermento oggi a Francoforte. Mentre nel Mondo prosegue la “guerra dei dazi” la Banca centrale europea (Bce) potrebbe nuovamente ridurre il costo del denaro, portando il tasso sui depositi al 2,50% e quello di riferimento al 2,65%. Tale decisione arriverà nel corso della riunione fissata per oggi 6 marzo durante la quale la Banca dovrebbe anche rendere note le nuove proiezioni economiche su pil e inflazione.

 

La riduzione del costo del credito ufficiale, pur molto probabile, non è certa. Gli analisti infatti evidenziano alcune preoccupazioni per la crescita di diversi governatori, ma alcuni ritengono che ci sia un rischio: la dinamica dei prezzi potrebbe restare troppo rapida o addirittura subire una brusca accelerazione. Inoltre non sono chiari i segnali dell’inflazione che non sembra voler calare. A febbraio è stata pari al 2,4%, dal 2,5% di gennaio, ma era al 2% a ottobre. L’inflazione core è lievemente calata al 2,6%, dal 2,7%. Le proiezioni di dicembre indicano per l’indice totale una crescita media del 2,1% per fine anno.

L’obbiettivo del 2%

Gli esperti però non trascurano di sottolineare come, affinché si possano rispettare le previsioni, uno dei punti fondamentali sarebbe che l’inflazione si mantenesse costante al 2% (obiettivo fissato dalla Bce) nei prossimi mesi, o almeno che nei successivi questa soglia non sia mai superata. Per quanto riguarda l’inflazione core (quella inerente beni volatili) le stime prevedevano un 2,3%, il che richiederebbe una crescita stabile dell’indice al 2,2% da marzo fino alla fine di quest’anno.

Dietro questi dati si notano alcuni movimenti. A febbraio, la crescita dei prezzi dei beni industriali è stata relativamente stabile al 0,6% (rispetto allo 0,5% precedente), mentre quelli dei servizi sono rallentati al 3,7% dal 4% medio registrato nel periodo novembre 2023-gennaio 2025. Tuttavia, i dati trimestrali e semestrali annualizzati non mostrano un cambio di tendenza significativo.

Se la Bce decidesse di ridurre i tassi a marzo, l’orientamento della politica monetaria potrebbe avvicinarsi alla neutralità, abbandonando così la fase restrittiva. Tuttavia, la valutazione è complessa: il tasso neutrale di politica monetaria non può essere osservato direttamente e deve essere stimato utilizzando vari modelli, che possono fornire indicazioni differenti.

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