Dazi Usa: per Coldiretti un colpo al made in Italy

Milano, 28 Febbraio 2025 – I dazi al 25% per i prodotti Made in Italy potrebbero comportare un aumento dei costi per gli americani fino a 2 miliardi euro. Questo è il probabile futuro ipotizzato da un’analisi di Coldiretti basata sui dati Istat inerente le dichiarazioni di Donald Trump nel corso della prima riunione di gabinetto che ha visto la partecipazione di Elon Musk, messo da lui a capo del Doge. «Tutti i prodotti importati dall’Europa negli Usa saranno soggetti a dazi del 25%» ha affermato, aggiungendo che per lui «l’Unione europea è nata per fregare gli Usa».

 

Il dato

Secondo Coldiretti infatti il danno che deriverebbe dai dazi interesserebbe l’intera filiera agroalimentare del Belpaese con costi da capogiro e con un conseguente e fisiologico calo delle vendite da parte degli acquirenti americani: previsti circa 170 milioni per la pasta, 500 milioni per il vino, 240 per l’olio di oliva. Già sotto la prima presidenza Trump la tassazione di alcuni prodotti Made in Italy è costata una diminuzione del valore delle esportazioni di circa il -15% per la frutta, mentre per le carni il dato si attesta al -28%. Un danno economico quindi rilevante che l’anno scorso ha portato nelle tasche della filiera oltre 7,8 miliardi di euro.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha commentato la questione dei dazi affermando che questa imposizione «aprirebbe la strada a scenari preoccupanti, tanto più in considerazione dell’importanza che il mercato statunitense ha per le nostre produzioni agroalimentari e non solo. Negli Usa l’agroalimentare italiano è cresciuto in valore del 17% contro un calo del 3,6% dell’export generale, confermando ancora una volta che il cibo italiano è un simbolo dell’economia del Paese». Conclude sottolineando la necessità di intraprendere delle azioni diplomatiche per tentare di evitare una “guerra commerciale” che arrecherebbe solo danni alle imprese europee e americane e ai cittadini.

Orsini: «A rischio la tenuta di molti Stati Ue»

Mentre crescono le polemiche per le affermazioni del Tycoon in merito all’Unione europea e l’opposizione chiede a Meloni di intervenire per difendere il Made in Italy, da Confindustria il presidente Emanuele Orsini commenta la questione come «un inaspettato cambio di paradigma. La minaccia non è quella di un impatto solo sulle dinamiche commerciali. La verità è ben più drammatica: qui si rischia la tenuta economica e sociale di molti stati dell’Unione e dell’Unione stessa» ponendo l’accento sull’attacco della leadership a stelle e strisce alle imprese e ai lavoratori europei.

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