Ecuador, nulla di fatto al primo turno, si va al ballottaggio

Quito, 10 Febbraio 2025 – Nessun candidato ha ottenuto più del 50% dei voti al primo turno delle elezioni presidenziali in Ecuador. Quindi si va al ballottaggio. Si voterà nuovamente il 13 aprile 2025.

 

I due candidati che hanno preso più voti e che si sfideranno sono il presidente uscente Daniel Noboa (del partito Azione democratica nazionale, di centrodestra) e Luisa González (di Revolución Ciudadana, di sinistra). Con più dell’80% delle schede scrutinate, hanno ottenuto rispettivamente circa il 44,6% e il 43,8.

Noboa

Nel 2023, a soli 35 anni, dunque il più giovane di sempre nella storia del Paese, Noboa era eletto presidente. Il suo primo è durato solo due anni perché aveva vinto in un’elezione straordinaria, organizzata dopo le caotiche dimissioni del suo predecessore Guillermo Lasso, accusato di essere coinvolto in un caso di appropriazione indebita ed evitò l’impeachment utilizzando lo strumento costituzionale della “muerte cruzada” (morte incrociata), che gli permetteva di sciogliere il Parlamento a patto di abbandonare la carica.

Per vincere, Noboa sfruttò la volontà di cambiamento degli elettori dopo anni di scandali e divisioni all’interno dei partiti tradizionali. L’elezione gli ha permesso solo di completare gli anni restanti del mandato del predecessore. Durante il suo breve mandato è stato molto attivo e altrettanto contestato: ha litigato con la sua vicepresidente, Veronica Abad, ha lanciato una “guerra totale” in Ecuador contro i gruppi criminali di narcotrafficanti e per mesi non è riuscito a trovare una soluzione a una carenza energetica che ha causato blackout frequenti e lunghissimi, anche di 14 ore al giorno.

González

Oggi quarantasettenne, nel 2023 perse al ballottaggio. Luisa González in campagna elettorale ha promesso di continuare la politica molto dura di lotta alla criminalità di Noboa, avanzando proposte simili: militarizzazione di prigioni, porti e frontiere; aumento delle pene; costruzione di nuove carceri di massima sicurezza; pene equiparate a quelle dei maggiorenni per i minori colpevoli di crimini violenti.

In politica estera Noboa nelle ultime settimane ha cercato di accreditarsi come possibile alleato in Sudamerica del nuovo presidente statunitense Donald Trump, mentre González ha rapporti più solidi e costanti con i leader sudamericani di sinistra, dal brasiliano Lula al colombiano Gustavo Petro (ma in passato anche con il dittatore venezuelano, Nicolás Maduro).

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