Oggi vertice Trump – Netanyahu

Washington, 4 Febbraio 2025 – Mentre prosegue la tregua sulla Striscia di Gaza, negli Usa procede la visita di Stato del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che oggi incontrerà il presidente Donald Trump per affrontare insieme le questioni sul conflitto con Hamas, sul dossier iraniano, i rapporti tra Israele e Arabia Saudita, lo stop allo stanziamento di fondi americani per l’Unwra l’annessione di alcune parti della Cisgiordania e l’uscita degli Usa dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu, accusato da Trump di faziosità contro Israele.

 

Prima dell’incontro con il Tycoon, Netanyahu ha visto il capo del Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) Elon Musk (che potrebbe anche prendere parte al vertice) con cui ha discusso su come migliorare i rapporti di collaborazione tra i due Paesi e di tecnologia e intelligenza artificiale. Mentre nella serata di ieri ha parlato degli ostaggi e del cessate il fuoco esteso con l’inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff.

Trump: «Nessuna garanzia su cessate il fuoco»

«Non abbiamo certezze sulla tregua a Gaza. Non ho garanzie che la pace si mantenga». Queste sono le dichiarazioni di Donald Trump alla stampa prima di ricevere il leader israeliano, sottolineando però di «essere fiducioso». Contestualmente, come riportato anche dal Wall Street Journal, ha richiesto al Congresso l’approvazione di un nuovo pacchetto per Israele di circa un miliardo di dollari, che comprende armi, bombe, e blindati Caterpillar.

Netanyahu valuta rimozione Ronen Bar

Mentre dall’ufficio del primo ministro israeliano arriva una conferma dell’invio in Qatar di una delegazione “per il fine settimana per affrontare la questione sul cessate il fuoco esteso” come stabilito nell’accordo con Hamas, Netanyahu starebbe valutando di rimuovere Ronen Bar, direttore dello Shin Bet (agenzia di intelligenze), dal team per i negoziati, a seguito dell’inserimento di Ron Dermer, ministro per gli Affari strategici in sostituzione del capo del Mossad, David Barnea.

Voci di corridoio che secondo un funzionario israeliano non sarebbe veritiera in quanto “al momento non ci sono cambiamenti all’interno della squadra di negoziatori” riporta il Times of Israel.

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