Davos, 23 Gennaio 2025 – Dal World Economic Forum di Davos, in Svizzera, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che il sostegno all’Ucraina non verrà meno «qualsiasi cosa accada, affinché resti un Paese indipendente e decida da sola del proprio territorio». Anche il premier spagnolo Pedro Sanchez ha rimarcato il supporto a Zelensky nel corso di un incontro bilaterale avvenuto a margine della riunione. “I nostri principi sono chiari” scrive Sanchez su X, “non ci può essere un accordo sull’Ucraina senza Ucraina e non può esserci accordo sulla sicurezza europea senza Europa”.
Secondo il cancelliere tedesco Olaf Scholz, a Parigi per un incontro con il presidente Emmanuel Macron, la Germania potrebbe finanziare un nuovo pacchetto di aiuti (da circa 3 miliardi di euro) solamente sollevando i vincoli sull’indebitamento, nonostante l’annuncio diffuso ieri dal ministero delle Finanze sul tesoretto da circa 10 miliardi di euro pervenuto dal bilancio dello scorso anno.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso del suo intervento al Forum ha affermato che: «Per poter garantire la pace in Ucraina dopo un eventuale accordo con la Russia serviranno almeno 200mila soldati europei». Inoltre, per la prima volta, ha parlato di numeri evidenziando la necessità di «creare una forza di peacekeeping che includa anche gli Usa poiché ha i numeri a sufficienza per rappresentare un vero deterrente».
Zelensky inoltre lancia un messaggio a Xi Jinping e Donald Trump (che ieri si è detto pronto a disporre nuovi dazi contro la Russia se non si attiverà per la pace) affinché si impegnino per porre fine alla guerra.
Zakharova: «Sfacciato»
Duro il commento della portavoce del ministero degli Esteri di Mosca Maria Zakharova, che su Telegram non solo accusa il presidente ucraino di essere “sfacciato”, ma attacca anche l’Europa: “non solo Zelensky ha dato lezioni all’Europa su come dovrebbe agire sotto Trump” – scrive – “ma l’ha apertamente intimidita con la prospettiva dell’oblio e di uno status di seconda classe. Non citerò altri discorsi del filosofo di Kiev ma noterò che la maggioranza dei partecipanti difficilmente era d’accordo con un tono simile all’incontro di Davos. I modi spensierati di questo aspirante politico hanno mostrato chiaramente fino a che punto è arrivato l’attuale regime in Ucraina, in bancarotta e avendo perso la fiducia nel proprio futuro”.