Trump è il 47° presidente statunitense

Washington, 21 Gennaio 2025 – È ufficiale, Donald Trump è il nuovo presidente Usa. Sotto i riflettori di tutto il Mondo il Tycoon ha prestato giuramento, mano sulla Bibbia come i suoi predecessori, nella Rotonda di Capitol Hill alla presenza del suo vice, JD Vance, ma anche dei maggiori oligarchi del Paese come Mark Zuckerberg (Facebook), Jeff Bezos (Amazon), Tim Cook (Apple), Sunday Pichai (Alphabet) e Elon Musk (Tesla).

 

Molti anche i rappresentanti politici come il premier italiano Giorgia Meloni, il presidente argentino Javier Milei, il presidente ecuadoriano Daniel Noboa, e altri rappresentanti della destra Europea e non solo. Assente Xi Jinping, invitato da Trump, che ha inviato in rappresentanza il vicepresidente Han Zheng forse per lanciare un messaggio.

I provvedimenti

Nel corso del suo primo discorso alla Nazione in qualità di nuovo inquilino alla Casa Bianca Donald Trump ha esposto senza mezzi termini i provvedimenti che intende attuare nel corso del suo mandato. Una linea di ferro che, come ha più volte ripetuto, contribuirà a rendere nuovamente grande l’America. «Oggi inizia una nuova età dell’oro che porterà il Paese a risplendere».

Tra i tanti punti esposti dal Tycoon c’è la questione migranti su cui ha precisato che manderà l’esercito al confine con il Messico per «fermare l’invasione di migranti illegali: deporterò milioni e milioni di criminali» sottolinea affermando di voler eliminare lo ius soli, e riprendere con la costruzione del muro. Per quanto riguarda la criminalità intende classificare tutti i cartelli della droga come organizzazioni terroristiche straniere.

In tema di tasse e dazi, Trump ha richiesto alle agenzie federali di analizzare le pratiche commerciali con le aziende e i Paesi stranieri come la Cina, così da imporre i dazi «per arricchire i nostri connazionali. Gli Usa non saranno più obbligati verso organizzazioni internazionali che puniscono le imprese americane per la sua politica fiscale».

Per quanto riguarda la politica estera torna sul dibattito del Canale di Panama e le intenzioni di riportarlo sotto il controllo statunitense. Promette di cambiare il nome al Golfo del Messico. Sul tema delle guerre in corso, si dice pronto a riportare la pace in Ucraina.

Tra i vari punti del programma, inoltre, garantisce di mettere la bandiera a stelle e strisce su Marte, cosa che strizza l’occhio a un Elon Musk nominato a capo del Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge).

 

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