Malattia misteriosa in Congo: 891 casi e 48 morti

Roma, 28 Dicembre 2024 – L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha aggiornato il bilancio dei contagiati dalla misteriosa malattia che ha colpito il Congo: 891 casi segnalati con 48 morti. Sono ancora in corso i test condotti su 430 campioni, risultati positivi a malaria e virus respiratori comuni (influenza A/H1N1 – pdm09, rinovirus, Sars-CoV-2, coronavirus umani, virus parainfluenzali e adenovirus umano).

 

Virus, malaria e malnutrizione: un mix letale

L’Oms avanza questa ipotesi sulle cause all’origine della patologia: “Una combinazione di infezioni respiratorie virali comuni e stagionali e malaria falciparum, aggravata da malnutrizione acuta, ha portato a un aumento di infezioni gravi e decessi, colpendo in modo sproporzionato i bambini di età inferiore ai 5 anni. Ulteriori test di laboratorio sono in corso”. L’8 dicembre, data del precedente bollettino, i casi sospetti erano 485 e 17 morti. Relativamente a queste ultime, l’Organizzazione precisa che “il numero settimanale di decessi segnalati è rimasto relativamente stabile“. Per l’Oms l’epidemia “evidenzia il grave onere delle comuni malattie infettive (infezioni respiratorie acute e malaria) in un contesto di popolazioni vulnerabili che affrontano un’insicurezza alimentare. Inoltre sottolinea la necessità di rafforzare l’accesso all’assistenza sanitaria e di affrontare le cause della vulnerabilità, in particolare la malnutrizione, dato il peggioramento dell’insicurezza alimentare”.

“Il livello di rischio complessivo per la salute pubblica per le comunità colpite è valutato come elevato“, rimarca l’Oms, mentre “a livello nazionale il rischio è considerato basso a causa della natura localizzata dell’evento”, anche se “molte altre aree della Rdc stanno assistendo a livelli crescenti di malnutrizione e ciò che è stato osservato a Panzi (la zona sanitaria interessata dalla malattia, ndr) potrebbe accadere anche altrove nel Paese”. L’agenzia delle Nazioni Unite per la sanità conferma infine che “a livello regionale e globale il rischio rimane basso in questo momento”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *