Helsinki, 27 Dicembre 2024 – Tanti i dubbi e le incertezze su cosa sia realmente accaduto ai quattro cavi sottomarini della rete Estlink 2 tra la Finlandia e l’Estonia danneggiati nelle ultime ore.
Come riferito dal primo ministro, Kristen Michael, con un messaggio su X, “molte persone nei due Paesi hanno lavorato negli ultimi due giorni per identificare il problema”, sottolineando che “il Governo terrà una riunione straordinaria questo pomeriggio. Siamo in stretto contatto con i nostri colleghi nordici-baltici”.
Laura Lastre, portavoce del ministero degli Affari economici della Finlandia, ha dichiarato che «la causa dei danni non è nota, ma secondo le aziende non avrà ripercussioni sui consumatori» e che «le autorità hanno aperto un’indagine senza escludere l’ipotesi di azioni di sabotaggio».
Le indagini e i primi sospetti
Stando ad alcune fonti Estlink-2 ha smesso di fornire energia intorno a mezzogiorno di mercoledì. Al momento le autorità stanno indagando per cercare di risalire al responsabile e nel corso delle ricerche hanno fermato una nave battente bandiera delle Isole Cook. Tra i sospettati una serie di “navi fantasma” collegate alla Russia.
Quella in questione sarebbe la Eagle S, una petroliera requisita dalle forze dell’ordine e trasferita nelle acque territoriali della Finlandia per alcuni controlli poiché sospettata di aver danneggiato la rete e altri cavi di collegamento con l’Estonia. Al momento si indaga sul lavoro delle ancore, ancora abbassate al momento della perquisizione, che potrebbero aver colpito i cavi sottomarini.
Parlando dei sospetti sulle “navi fantasma” russe, il presidente Alexander Stubb ha lanciato un appello su X in cui chiede di “lavorare per eliminare il pericolo di queste navi fantasma”. Non è infatti la prima volta che succedono incidenti simili. Lo scorso novembre era toccato alla rete tra Finlandia e Germania e tra Lituania e Svizzera, anche in quelle circostanze si ipotizzò il sabotaggio anche se le autorità non fornirono prove.