Milano, 26 Dicembre 2024 – Mentre il 2024 si accinge verso la conclusione, le sfide, soprattutto quelle economiche, non sembrano andare verso una nuova fase positiva e il 2025 potrebbe evidenziarne alcune problematiche. Questo, in sintesi, quanto si evince dal Baltic Index, uno degli indicatori più importanti e diffusi che analizza l’andamento del traffico commerciale via mare a livello mondiale che per tutto il 2024 ha registrato un continuo calo significativo delle tariffe di navigazione in vari settori, nonché un calo della domanda di materie prime fondamentali. Questo infatti si basa sul dato della domanda, più è alta maggiore sarà il traffico marittimo delle navi commerciali, più salgono i prezzi per il trasporto.
Già lo scorso mese il Baltic Index aveva avanzato l’ipotesi che l’anno si sarebbe chiuso con un calo economico di circa il 10% nonostante sembrasse che il mercato si stesse lievemente riprendendo.
Motivazioni
Diverse le possibili cause che hanno portato a un calo così evidente dell’economia mondiale date le molteplici incertezze. In particolare quelle relative alla performance economiche di Pechino hanno contribuito a ridurre la domanda di servizi di trasporto marittimo. Poiché la Cina è uno dei principali consumatori di merci sfuse, qualsiasi rallentamento della sua economia si ripercuote direttamente sulle tariffe di spedizione. Ma le molteplici preoccupazioni per l’economia mondiale per il mercato via mare sono date anche dall’aumento della prudenza da parte degli operatori che, per fronteggiare la crisi, hanno rivisto le proprie tariffe al ribasso. Caso particolare il segmento delle capesize (quelle navi che per dimensioni non riescono a passare dal Canale di Suez o di Panama).
A proposito di ciò il Baltic Index ha rilevato un calo delle tariffe di circa il 49,71% dall’inizio del 2024, forse determinato da tutti i tipi di navi, non solo capesize ma anche panamax, fondamentali per il trasporto di merci alla rinfusa come il minerale di ferro e il carbone. A questo va ad aggiungersi la crisi della domanda di materie prime come ferro e cereali provenienti dal Brasile.