L’industria italiana è ferma da 21 mesi

 

Roma, 18 Dicembre 2024 – Prosegue l’aria di crisi dell’industria italiana che dal febbraio 2023 continua a registrare una serie di segni negativi con una piccola parentesi positiva a gennaio dello scorso anno. Questo è quanto emerso dalle analisi dell’Istat che sottolinea come da 21 mensilità ormai la nostra manifattura è ferma senza alcuno spiraglio di luce infondo al tunnel.

Un calo che, anche se all’inizio gli esperti vedevano come fisiologico alla luce delle crescite economiche degli anni precedenti, denota una capacità produttiva scesa a circa il 75%, dato che rappresenta il minimo storico negli 4 anni precedenti. Unica nota positiva arriva dalle industrie elettroniche, chimiche e alimentari che hanno contribuito notevolmente al segno positivo tra gennaio e ottobre mentre il resto della produzione cala inesorabilmente.

I settori più colpiti

A essere maggiormente colpiti dalla crisi con picchi negativi molto evidenti dalle analisi risulta l’industria della moda e abbigliamento ma ancor più danneggiata quella automobilistica. In circa 10 mesi infatti le vetture prodotte hanno registrato circa il -41% che insieme al -68% di ottobre evidenzia la criticità del settore, un dato quasi fisiologico secondo gli esperti dati i problemi per alcune case automobilistiche dal futuro incerto, per via di stop produttivi e cassa integrazione. Esempio tra tutti il caso Stellantis su cui è intervenuto anche il Mimit (Ministero delle imprese e del Made in Italy) per evitare l’aggravarsi della crisi. O ancora quella che sta attraversando Volkswagen la cui fabbrica Audi di Bruxelles chiuderà i battenti a febbraio del nuovo anno.

A complicare la situazione dell’industria non c’è solo il contesto dell’elemento interno, ma anche quello esterno come ad esempio un quadro internazionale sfavorevole, sintetizzato nel rallentamento del commercio globale e nella frenata di più mercati, a partire dal nostro primo partner: la Germania. Paese che comunque sta attraversando anche lei una crisi importante in termini produttivi con un bilancio al 2024 negativo con un calo di circa il 4,9%.

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