Onu, oggi riunione d’urgenza sugli attacchi in Siria

 

Damasco, 9 Dicembre 2024 – Sale l’attesa per il Consiglio di Sicurezza dell’Onu indetto per oggi pomeriggio in seguito a quanto sta accadendo in queste ore in Siria dopo la caduta del presidente Bashar al-Assad al potere da 24 anni, fuggito senza lasciar traccia e rifugiatosi secondo alcuni a Mosca insieme alla moglie. A confermare la riunione dell’Onu, richiesta proprio dalla Russia alcune fonti diplomatiche all’agenzia France Presse.

La caduta di Damasco

La caduta del regime di Assad ha portato in piazza migliaia di persone non solo a Damasco, ma in tutta la Siria per celebrare la fine di un’era auspicando a un futuro migliore. I manifestanti hanno abbattuto statue e ritratti del presidente, mentre altri sventolavano la bandiera rivoluzionaria siriana. 

Diversi i video diffusi dai ribelli che ormai hanno preso il controllo in Siria. In alcuni parlano della Damasco liberata” e non mancano video in cui si vede il il primo ministro siriano Mohammed Ghazi prelevato dalla propria abitazione. 

Gli attacchi israeliani

A preoccupare maggiormente però sono gli attacchi dell’esercito di Israele ad alcune basi militari come quella di Mazzeh nei pressi di Damasco oltre ad alcuni sistemi militari e strutture di intelligence e governative, per impedire che le armi cadano nelle mani sbagliate, in attesa che si stabilisca chi guiderà il Paese.

L’Idf infatti tramite una nota ha confermato che le truppe sono entrate in Siria (per la prima volta dal 1973) nella Regione dell’Hermon pubblicando su Telegram diverse immagini dell’operazione “effettuata dalla 5101ma unità (Sayeret Shaldag)”.

Gli Usa hanno commentato l’accaduto spiegando che l’operazione condotta dall’esercito israeliano in Siria era mirata contro i leader e gli operatori dell’Isis, per danneggiarla e “impedire ai terroristi di approfittare della situazione”. Dalla Casa Bianca il presidente Joe Biden ha dichiarato: «Siamo consapevoli del fatto che l’Isis cercherà di approfittare di qualsiasi vuoto per ristabilire le proprie capacità, ma lo impediremo» parlando di circa 75 obiettivi colpiti e di sostenere «una pacifica transizione del potere verso un Governo siriano responsabile». 

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