Elezioni Romania: annullate per presunte ingerenze russe

 

Bucarest, 7 Dicembre 2024 – “Presunte ingerenze russe sull’esito del primo turno delle elezioni presidenziali in Romania (tenutosi il 24 novembre, ndr)”. Queste le motivazioni che hanno spinto la Corte costituzionale a intervenire annullando il voto, in quella che rappresentava una importante chiamata alle urne e che aveva già visto molti romeni residenti all’estero esprimere il proprio voto, a due giorni dal ballottaggio.

I fatti

A turbare il regolare corso delle elezioni della Romania alcuni documenti desecretati che rivelerebbero presunte ingerenze straniere in particolare della Russia. Una decisione che ha stupito non solo il Paese, a pochi giorni dall’annuncio della Corte che decretava la regolarità del conteggio elettorale e confermava il ballottaggio per domenica 8 dicembre. Sospetti confermati anche dal presidente in carica Klaus Iohannis che ha parlato di una campagna elettorale propagandistica molto forte da parte russa nata su TikTok e Telegram che ha portato alla luce migliaia di account (creati in breve tempo) in sostegno del candidato di destra Calin Georgescu, che sorprendentemente ha vinto il primo turno nonostante sia quasi uno sconosciuto e (esclusi i social) non abbia condotto una vera e propria campagna elettorale.

Elena Lasconi, candidata sfidante al ballottaggio del partito Save Romanian Union, ha commentato la vicenda dichiarando che «lo Stato ha calpestato la democrazia. Dio, i romeni, la verità e lo Stato di diritto prevarranno e puniranno i responsabili della distruzione della nostra democrazia».

Simion: «Annullamento è un golpe»

Mentre a seguito della sentenza le autorità hanno avviato diverse perquisizioni in alcune abitazioni della Romania e Iohannis annuncia di essere intenzionato a rimanere «in carica fino a quando non sarà eletto il suo successore», George Simion, leader del partito Alleanza per l’unione dei romeni a cui appartiene Calin Georgescu, critica la decisione della Corte costituzionale affermando che quanto accaduto «è un golpe in piena regola» spiegando però che nonostante tutto non scenderanno in piazza per manifestare perché il Governo dovrà cadere «in modo democratico».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *