Torino, 7 Novembre 2024 – Mentre Banca centrale europea (Bce) valuta un eventuale taglio dei tassi di interesse e cala l’inflazione nell’Eurozona, arrivano brutte notizie per gli automobilisti italiani: aumentano i costi delle assicurazioni auto. A livello nazionale infatti tali rincari sono fino al 9,8%, ma persistono alcune eccezioni dove i costi per una assicurazione salgono fino a un massimo dell’11% in più rispetto allo scorso anno. A rendere nota la situazione è il nuovo rapporto dell’Istituto di vigilanza sulla assicurazioni (Ivass) nel quale si evidenzia un aumento del 6,8% su base annua per una Rca in termini nominali (6,1% in termini reali) con rincari che non escludono alcuna Regione dal Nord al Sud Italia.
Il report
Stando infatti al rapporto Ivass gli aumenti, che interessano tutte le categorie di clienti compresi quelli in prima classe (che non hanno mai avuto incidenti) hanno interessato maggiormente la Capitale e Caltanissetta dove si tocca il picco di percentuale più alta (11%), segue Prato, mentre a Reggio Calabria l’aumento è di appena l’1,3%. Seguono Enna, Oristano e Potenza. Inoltre che il differenziale di premio tra Napoli e Aosta è di 261 euro, in aumento del +6,3% su base annua e in riduzione del 40,5% rispetto allo stesso mese del 2014 e per gli assicurati appartenenti a classi di merito superiori alla prima, l’incremento di prezzo medio è del +9,8%, a fronte di un aumento del +6,1% per gli assicurati in prima classe.
Dona: «Intervenga Antitrust»
Tali aumenti hanno destato profonde critiche da parte dell’Unione nazionale dei consumatori (Unc) e Massimiliano Dona, presidente dell’associazione che li considera “ingiustificati e lunari” ha esortato l’Antitrust a intervenire per «svolgere indagini sul lato anomalo di Roma anche considerando che, a differenza di Caltanissetta il premio è molto alto, pari a 483 euro, l’ottavo più alto di Italia». «Bisogna capire – aggiunge – se esistono intese restrittive della concorrenze o abusi di posizione dominante». Dona infatti parla di «un balzo pari a quasi 10 volte l’inflazione, che a settembre era pari allo 0,7%. Bisogna tornare a 7 anni fa, ossia al settembre del 2017, per trovare un valore più alto, 415 euro».