Israele cancella accordo Onu su Unrwa

Roma, 4 Novembre 2024 – “A seguito dell’approvazione della legge sull’Unrwa, lo Stato di Israele ha ufficialmente notificato al presidente dell’Assemblea Generale la cessazione della cooperazione con l’agenzia”. Con queste parole postate su X Danny Danon, ambasciatore all’Onu per Israele, ha confermato che il suo Paese ha annullato l’accordo del 1967 con l’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) in seguito al veto posto dal Parlamento sulle leggi che vietano le attività dell’agenzia nei territori palestinesi occupati.

 

Danon inoltre sottolinea, come spiegato anche in una nota del ministero degli Esteri, che tale legge entrerà in vigore tra tre mesi e che fa seguito alle numerose prove presentate all’Onu in merito a infiltrazioni di uomini di Hamas rimaste inascoltate. “Israele collaborerà con altre agenzie umanitarie, ma non con organizzazioni che promuovono il terrorismo contro di noi” conclude.

Stop armi a Israele

Contestualmente Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa a latere di una riunione del partenariato Turchia-Africa, che la Turchia e altri 52 Paesi e organizzazioni hanno richiesto alle Nazioni Unite di cessare di fornire armi a Israele «Il primo novembre consegnato all’Onu una lettera siglata da 54 firmatari per richiedere di cessare la vendita di armi e munizioni a Israele. Dobbiamo ripetere in ogni occasione che vendere armi a Israele significa partecipare al suo genocidio» ha affermato il ministro sottolineando che tale iniziativa parte dalla Turchia e che tra i firmatari spuntano: Arabia Saudita; Brasile; Algeria; Cina; Iran e Russia. A questi si uniscono la Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione islamica.

Arrestato portavoce di Netanyahu

Mentre l’esercito israeliano conferma l’eliminazione di uno 007 vicino alla Jihad islamica che avrebbe preso parte alla pianificazione e all’esecuzione del massacro del 7 ottobre, Tel Aviv finisce al centro di uno scandalo in merito a una fuga di notizie riservate che vede il coinvolgimento di quattro persone tra cui Eliezer Feldstein, portavoce del primo ministro Benjamin Netanyahu. Stando alle fonti locali l’uomo avrebbe ricevuto in maniera illegale dei documenti classificati successivamente pubblicati su alcune testate con un’interpretazione manipolata.

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