Torino, 4 Novembre 2024 – Dopo le continue denunce dell’invio da parte della Corea del Nord di uomini al fronte in supporto all’esercito russo, ieri per la prima volta i soldati di Pyongyang sono finiti sotto il fuoco ucraino. A confermare la notizia Andrii Kovalenko, capo del Centro per la lotta alla disinformazione del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell’Ucraina citato dal Kyiv Independent. Al momento però non si hanno informazioni in merito alle circostanze dello scontro né di possibili vittime tra i soldati di una o l’altra fazione.
La notizia giunge dopo il vertice del 1 novembre tenutosi a Mosca, dove Choe Son–hui, ministra degli Esteri della Corea del Nord ha incontrato il suo corrispettivo russo, Sergej Viktorovič Lavrov, per rinnovare il partenariato tra i due Paesi. In questa occasione, pur non menzionando mai la presenza effettiva dei soldati di Pyongyang al confine, la nordcoreana ha ribadito che «fin dall’inizio dell’Operazione militare speciale il compagno presidente Kim Jong-un ha fatto capire che non si sarebbe voltato dall’altra parte e ha fornito aiuto all’esercito e al popolo russo in questa santa guerra. Assicuriamo che saremo fermamente al fianco dei nostri compagni russi fino al giorno della vittoria».
Guterres: «Molto preoccupato»
La conferma di un terzo Paese all’interno del conflitto tra Russia e Ucraina preoccupa la comunità internazionale e dalla Nato il segretario generale Mark Rutte evidenzia i timori per la sicurezza globale a causa della «significativa escalation» che contestualmente però dimostra «la disperazione crescente di Putin», ipotesi supportata anche dal politologo russo Abbas Gallyamov che la Corea del Nord ha chiaramente parlato di aiuti, mentre il Cremlino parla di una richiesta di partecipazione da parte di Pyongyang. Dalle Nazioni Unite Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale Antonio Guterres, afferma che «il segretario è molto preoccupato per le segnalazioni di truppe della Repubblica popolare democratica di Corea inviata alla Federazione russa, incluso il loro possibile schieramento nella zona di conflitto». Questo perché potrebbe portare a un pericoloso allargamento del conflitto, per questo chiede maggiori sforzi per raggiungere un cessate il fuoco.