Madrid, 31 Ottobre 2024 – Continuano costantemente le ricerche dei dispersi nelle gravi alluvioni che tra martedì e mercoledì hanno colpito la provincia di Valencia e quelle vicine di Castiglia-La Mancia e Malaga. Al momento si contano 95 morti, il disastro più mortale dal 1973, ma si teme che il bilancio possa aumentare. Alle operazioni di soccorso partecipano un migliaio di soldati dell’Unità militare di emergenza, oltre a migliaia di guardie civili, vigili del fuoco e agenti di polizia. Delle vittime 92 state registrate solo a Valencia, uno a Malaga e due a Castilla-La Mancha.
Non si ha un numero di dispersi, elemento questo che desta preoccupazione sulla possibilità che il bilancio delle vittime si aggravi ulteriormente. Oltre 120.000 gli sfollati, almeno 500 persone hanno pernottato in alberghi della Regione di Valencia, dove sono impegnati oltre mille militari dell’Unità di emergenza dell’esercito per liberare 119 strade regionali isolate dal fango e dai detriti portati dalle piogge torrenziali. Oltre 250 persone sono state salvate da elicotteri e 70 via terra. Ci sono però ancora interi paesi sepolti dal fango.
Migliaia di utenti sono ancora senza elettricità nelle proprie case e i danni materiali sono incalcolabili. Molte strade nella provincia di Valencia sono ancora chiuse a causa delle migliaia di auto rimaste bloccate, spazzate via, e il servizio ferroviario ad alta velocità tra Madrid e la Comunità Valenciana e il corridoio mediterraneo per Barcellona è sospeso, così come la maggior parte dei treni suburbani.
Il presidente Pedro Sánchez ha annunciato tre giorni di lutto nazionale e ha dichiarato la zona come “altamente colpita”. Il governatore Carlos Mazón ha annunciato lo stanziamento di 250 milioni di euro per aiuti diretti alle popolazioni colpite dalle inondazioni.
Polemiche
È polemica intanto per la mancata allerta delle autorità. L’agenzia meteorologica nazionale AEMET ha lanciato un’allerta rossa per la Regione di Valencia martedì mattina e le condizioni sono peggiorate nel corso della giornata. Ma solo in prima serata è stato istituito l’organismo regionale incaricato di coordinare i servizi di emergenza. Dopo le 20:00 è stato diramato un avviso da parte della protezione civile che invitava i residenti della Città di Valencia a non uscire di casa. Ma per molti era già troppo tardi. Centinaia di automobilisti si erano già messi in viaggio per ritrovarsi intrappolati sulle strade e abbandonati alla mercé di impetuosi torrenti d’acqua.
Mazón si difende dalle accuse: «abbiamo avvisato della situazione già da domenica. Le allerte sono state gestite dal 112». Poi ha voluto precisare che: «ci sarà tempo per parlare di queste cose. Adesso non è il momento per la “cattiva politica”».