Chişinău, 21 Ottobre 2024 – La Moldavia, dopo un’alternanza tra sì e no durata ore, si è espressa con un voto per cambiare la Costituzione e inserirvi “l’integrazione nell’Unione europea come obiettivo strategico“, pur se con un margine sottilissimo. Decisivi i voti dei moldavi che hanno votato all’estero. I sì hanno, infatti, prevalso con uno scarto di meno di 6mila voti.
L’approvazione dei favorevoli al referendum significa che la Costituzione moldava sarà modificata per riflettere l’obiettivo dell’ingresso nella Ue, che probabilmente richiederà anni per essere raggiunto. La Moldavia, una delle Nazioni più povere d’Europa, ha iniziato i colloqui di adesione quest’anno dopo aver ottenuto lo status di candidato insieme all’Ucraina nel 2022. Il Governo Sandu si è impegnato a rivedere il sistema giudiziario del Paese e a rafforzare l’economia per diventare membro dell’Unione entro il 2030.
Affluenza
La Commissione elettorale, pur registrando diversi incidenti, ha dichiarato valido il voto, che ha visto un’affluenza piuttosto alta: il 51,5% alle 21 rispetto al 48,3% registrato alla stessa ora nelle politiche del 2021 e al 45,6% delle presidenziali del 2020. Nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 21 ottobre, ci sarà la valutazione sul voto degli osservatori Ocse. Le autorità elettorali moldave hanno segnalato grande affluenza nei seggi di Francia, Italia, Turchia, Romania, Belgio o Russia. In Romania, in particolare, a metà giornata si registravano lunghissime code al di fuori dei seggi allestiti a Bucarest.
Il ministero degli Esteri ha anche parlato di code create artificialmente nei due seggi di Mosca, per ostacolare le operazioni di voto. La polizia moldava ha denunciato anche alcune gravi violazioni del processo elettorale, segnalando in particolare 34 episodi come schede fotografate, danneggiate, voti comprati, manifestazioni non autorizzate, o il trasporto organizzato degli elettori, e persino casi di teppismo.
Il referendum e le elezioni presidenziali si sono quindi tenute in un clima piuttosto teso. Nei giorni precedenti molte persone sono finite in manette e secondo alcune fonti l’oligarca russo Ilan Shor avrebbe tentato ci comprare il voto di circa 130mila elettori tramite il suo canale Telegram. Denunciata anche la presenza di soldati russi davanti le abitazioni. Una «guerra ibrida da parte di Mosca» denuncia la Sandu, «messa in atto per destabilizzare la Moldavia e il suo percorso verso l’Unione europea, da gruppi criminali che operano con le forze straniere ostili ai nostri interessi nazionali».