Coachella, arrestato uomo armato a comizio di Trump

 

New York, 14 Ottobre 2024 – Mentre gli Usa contano i danni dopo il passaggio dell’uragano Milton, il clima per le elezioni presidenziali si fa sempre più teso soprattutto dopo che a Coachella, nella contea di Riverside, un uomo armato finisce in manette prima del discorso del candidato repubblicano Donald Trump.

«Probabilmente abbiamo evitato il terzo attentato a Donald Trump» commenta Chad Bianco, sceriffo della contea di Riverside nel corso di una conferenza stampa in seguito alla vicenda che ha destato moltissima preoccupazione non solo tra i sostenitori del Tycoon a meno di un mese dal voto. «Gente che non crede nel Governo, ai margini» aggiunge.

La vicenda

Come spiegato dalla polizia locale che ha sottolineato come l’accaduto non abbia influito in alcun modo sulla sicurezza di Trump o delle persone che hanno partecipato al comizio, un uomo di 49 anni, poi identificato come Vem Miller si sarebbe presentato all’ingresso dell’area dell’evento a bordo del proprio suv con una targa falsa affermando di essere un giornalista. Gli agenti hanno subito rilevato alcune irregolarità e sono prontamente intervenuti fermando e successivamente arrestandolo (liberato dopo aver pagato 5mila dollari di cauzione) che aveva con sé diversi passaporti falsi, una pistola e un fucile tenuti irregolarmente con numerosi colpi.

Dichiaratamente di estrema destra e vicino a Sovereign Citizens” (Cittadini sovrani) , gruppo noto alle forze dell’ordine per il suo linguaggio di odio e violenza il possibile attentatore di Trump era registrato al partito Repubblicano e, come sostenuto dai media locali, gestiva un sito, The America Happens Network il cui motto è “rabbia contro l’informazione mainstream”. «Un pazzo» lo definisce lo sceriffo, «non importa di quale partito».

Fbi: “Trump non era in pericolo”

Fbi e il Dipartimento di Giustizia statunitense hanno commentato l’accaduto affermando che lo scopo di Miller non è chiaro e non ci sono delle prove che confermino le intenzioni dell’uomo di assassinare Donald Trump, come sottolineato da alcuni agenti federali intervistati dalla Cnn. “Trump non era in pericolo di vitaaffermano in un comunicato congiunto sottolineando la tempestività con cui è stato fermato una volta giunto al secondo perimetro, quello dei controlli approfonditi con gli agenti K-9. “I controlli hanno rivelato alcune irregolarità”.

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