Roma, 9 Ottobre 2024 – Tirzepatide, il farmaco che aiuta a perdere peso, a tenere lontano il diabete di tipo 2 ha ottenuto dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) l’autorizzazione all’immissione in commercio. Il farmaco innovativo è indicato per il trattamento dell’obesità, del sovrappeso in presenza di almeno una comorbidità e del diabete tipo 2.
“Grazie alla sua capacità di attivare sia i recettori Gip che Glp-1” – riporta una nota dell’azienda produttrice – “negli studi clinici il trattamento con tirzepatide ha comportato una riduzione di peso significativa sia nei pazienti adulti con obesità sia in quelli con sovrappeso con almeno una comorbidità a esso correlata, oltre ad aver dimostrato risultati importanti nel controllo glicemico negli adulti con diabete tipo 2.
L’effetto della sua assunzione – si somministra una volta a settimana – è di stimolare la secrezione dell’insulina, aumenta la sensibilità all’ormone, riduce l’assunzione di cibo e il senso di nausea. Le conseguenze, come mostrato dagli studi clinici che ne hanno testato sicurezza ed efficacia, sono la perdita di peso e un miglior controllo glicemico. A misurare gli effetti del farmaco, sono stati gli studi del programma Surmount e Surpass.
Qualità della vita
«Oggi stiamo finalmente entrando in una nuova fase nel trattamento dell’obesità, con un nuovo paradigma farmacologico che ci permetterà non solo di fornire risposte a bisogni assistenziali finora largamente insoddisfatti, restituendo tempo e qualità di vita ai pazienti, ma anche di prevenire nel luogo termine le numerose patologie associate e di ridurne l’impatto oggi drammatico», afferma Rocco Barazzoni, presidente della Società italiana di obesità.
«A partire dalla ricerca e dal know-how in quest’area, oggi ampliamo la portata delle nostre innovazioni rendendo disponibile una molecola che ridefinisce anche il trattamento dell’obesità e ha il potenziale di migliorare la vita di moltissime persone che vivono con questa malattia cronica e progressiva che è associata ad alcune delle principali cause di morte, tra cui patologie cardiache, cancro, ictus e diabete», dichiara Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Lilly Italy hub.
“Gli effetti collaterali più comuni” – si legge nella nota – “sono gastrointestinali, come nausea e diarrea. In generale, queste reazioni sono state per lo più di gravità lieve o moderata e si sono verificate più spesso durante l’aumento della dose e sono diminuite nel tempo. Attualmente tirzepatide in Italia è disponibile in classe Cnn (classe C non negoziata). Lilly è attivamente impegnata nelle interlocuzioni con Aifa per renderlo disponibile ai pazienti italiani a carico del Ssn.