Bonus Befana anticipato a dicembre, 100 euro esentasse

Roma, 20 Settembre 2024 – Buone notizie per le famiglie italiane. Il Governo ha deciso di anticipare a dicembre (inizialmente previsto per Gennaio) il bonus Befana che, come confermato dal vice ministro all’Economia Maurizio Leo entrerà negli emendamenti del decreto Omnibus, sul tavolo della commissione Bilancio e Finanze del Senato lunedì. Inoltre sottolinea come grazie all’andamento positivo dell‘economia il bonus, una tantum, potrebbe consistere in 100 euro netti non tassati (non più 80 euro). Il resto del provvedimento entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2025.

 

Il bonus

Il bonus Befana, che cambia nome per via dell’anticipazione in bonus Natale consiste in una misura una tantum prevista della revisione della tassazione delle tredicesime ed è rivolto a tutte le famiglie con almeno un figlio a carico il cui reddito non supera i 28mila euro con un’imposta lorda, determinata sui redditi da lavoro dipendente, di importo superiore a quello delle detrazioni, escludendo quindi chi già azzera l’imposta con le detrazioni. La manovra inoltre è rivolta anche ai genitori single mentre esclude i lavoratori senza figli e con redditi al di sotto degli 8.500 euro annui poiché rientranti nella no pax area (non pagano imposte).

Non tutti però troveranno i 100 euro in busta paga, questo perché la manovra prenderà in considerazione alcuni fattori come le decurtazioni legate ai contributi Irpef e le addizionali locali. Oltretutto a pesare sulla somma finale il periodo di lavoro partendo così da una cifra minima di 50 euro: solo chi ha maturato dodici mesi di lavoro nel 2024 avrà dunque diritto all’indennizzo pieno da 100 euro.

Come si ottiene

L’incentivo non scatterà in maniera automatica ma spetterà al lavoratore avanzare la richiesta al datore di lavoro riportando per iscritto (oltre alla domanda) i dati anagrafici dei figli e del coniuge attestando di averne pieno diritto. A loro volta i sostituti d’imposta potranno recuperare il credito maturato in compensazione con le imposte e i contributi da versare. Inoltre, saranno sempre i sostituti d’imposta a verificare in sede di conguaglio il diritto all’indennità e, se la stessa si dovesse rivelare non spettante, saranno i datori di lavoro a recuperare l’importo già erogato.

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