Onu, Guterres: “Inaccettabile raid israeliano su scuola Unrwa”

Milano, 13 Settembre 2024 – “Quanto sta accadendo nella striscia di Gaza è totalmente inaccettabile, una scuola trasformata in un rifugio è stata distrutta da un raid di Israele”. Queste le parole di Antonio Guterres segretario generale dell’Onu che, in un post diffuso tramite X, parla dei sei colleghi dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi, deceduti a seguito dell’attacco. “Queste drammatiche violazioni della legge umanitaria internazionale devono fermarsi ora” scrive.

 

«Condanniamo tutti gli attacchi aerei che prendono di mira i civili e le strutture delle Nazioni Unite» ha dichiarato il portavoce Onu Stéphane Dujarric. Mentre Josep Borrell, nel corso del suo tour in Medio Oriente, ha parlatodell’inosservanza dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario, in particolare la protezione dei civili”, cosa che “non può e non deve essere accettata dalla comunità internazionale”.

L’attacco dell’Idf, avvenuto nella notte è il quinto ai danni della scuola Al-Jacuni nel campo profughi di Nuseirat, che ospita circa 12.000 persone e ha mietuto 18 vittime in tutto, suscitando inoltre le condanne della comunità internazionale e molte proteste in diversi Paesi come Germania, Francia, Gran Bretagna e Usa.

Anche l’Unrwa condanna quanto accaduto e sul profilo X afferma che all’interno della striscia di Gaza “nessuno è al sicuro. Nessuno è risparmiato. Bisogna proteggere le scuole e le infrastrutture civili poiché non sono un bersaglio”. Il commissario generale Philippe Lazzarini, confermando che dopo l’attacco il bilancio complessivo dei dipendenti Unrwa che hanno perso la vita dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas è salito a 220, ha affermato che l’attacco di ieri è “una insensata carneficina”. Allo stesso tempo anche il segretario di Stato americano Antony Blinken ha chiesto a Israele di impegnarsi nella protezione degli operatori sanitari.

La replica di Israele

In seguito alle numerose proteste e condanne da parte della comunità internazionale, Israele ha prontamente replicato sostenendo che ha agito prestando la massima attenzione possibile per non colpire persone innocenti sottolineando che tra le vittime del raid ci sono 9 miliziani di Hamas, come riportano anche alcuni media locali ricordando come in diverse occasioni i miliziani facciano uso di civili come scudi umani.

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