Roma, 30 Agosto 2024 – A partire dal primo settembre nella striscia di Gaza inizieranno le vaccinazioni antipolio. A renderlo noto è il rappresentante dell’Oms per la Cisgiordania a Gaza Richard Peeperkorn che ha confermato come l’Onu sia riuscita a trovare un accordo con Israele e Palestina per una pausa umanitaria al fine di vaccinare la popolazione colpita dalla malattia virale.
«Abbiamo un impegno preliminare per politiche umanitarie specifiche, durante la campagna di vaccinazione» ha sottolineato Peeperkorn invitando tutte le parti a sospendere i combattimenti «per consentire ai bambini e alle famiglie di accedere in sicurezza alle strutture sanitarie». Le vaccinazioni inizieranno prima nella zona centrale per poi spostarsi in meridione e successivmente nella zona nord. I tempi, suddivisi in tre giorni per zona potrebbero essere estesi in caso di necessità.
Insieme all’Oms coordinano le operazioni l’agenzia governativa israeliana, Coordination of Government Activities in the Territories e tutte le parti in causa.
«Pronti a collaborare con le organizzazioni internazionali per garantire questa campagna» commenta Basem Naim, dell’ufficio politico di Hamas, mentre Israele accetta pause limitate, come riportato dalla Cnn.
Onu: “Situazione disperata”
Joyce Msuya, capo degli affari umanitari dell’Onu, nel corso del Consiglio di Sicurezza ha sottolineato come la situazione a Gaza sia delle più disperate, anche a causa dei continui ordini di evacuazione emessi dall’esercito israeliano (in una settimana tra il 19 e il 24 sono stati 5, numero mai visto prima). «Facciamo appello ai membri del Cds e a tutti gli Stati membri» – dice Msuya – «affinché utilizzino le leve a loro disposizione per garantire il rispetto del diritto internazionale, combattere l’impunità e raggiungere un’immediata tregua delle ostilità e un cessate il fuoco duraturo a Gaza».
Intanto nella notte l’esercito israeliano in un attacco aereo ha colpito un convoglio di aiuti umanitari per eliminare degli “assalitori armati” che volevano dirottare il convoglio. Affermazioni però smentite dalla Ong Anera, organizzatrice degli aiuti, che ha spiegato che l’Idf era al corrente del percorso e che a rimanere uccisi sono i dipendenti della società di trasporti e non terroristi. Il convoglio era diretto a un ospedale di Rafah gestito dagli Emirati Arabi.