Roma, 17 Agosto 2024 – Nel Mezzogiorno la siccità sta causando ingenti danni sociali ed economici e a risentirne di più è l’agricoltura. Legacoop Agroalimentare calcola 4 miliardi di euro andati in fumo nelle Regioni del Sud e quasi 33mila posti di lavoro persi solo nel primo trimestre del 2024.
Ma l’acqua scarseggia anche nel Lazio, l’impianto del Piegale, che attinge dal fiume Ninfa a Sermoneta e serve oltre 4mila ettari di superficie coltivata a kiwi – comparto agricolo trainante della provincia di Latina – è quasi a secco. Per questo «chiediamo un intervento di emergenza per salvare la produzione 2024 e per la pianificazione per il futuro. Quanto occorre è un tavolo per coordinare le diverse competenze degli enti territoriali», sottolinea Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. Inoltre aggiunge che «è necessario un nuovo approccio politico e culturale per la cura delle cause che determinano questo stato di siccità ormai cronicizzato. Quello che serve è una programmazione sia delle infrastrutture sia delle politiche per il clima. Non sono più rinviabili per un Paese che tali sfide le deve vincere» .
In Basilicata sono stimate perdite del 90% della produzione di grano e del 40% di quella vitivinicola. In Puglia quella delle olive è al di sotto del 50% e il comparto ortofrutticolo ha cali che superano il 40%.
Servono risorse
In Sicilia allevatori e agricoltori sono allo stremo delle forze e devono fare i conti con una crisi strutturale che rischia di far collassare un comparto che un tempo era trainante per l’intera Isola. Oggi, invece, registra il 70% di perdite nella produzione cerealicola e oltre il 45% nelle coltivazioni arboree.
Per Maretti dunque, «la crisi dovuta alla siccità ha messo in evidenza la fragilità, la debolezza delle infrastrutture del Mezzogiorno e l’assenza di una complessiva visione politica ed economica. Ecco quindi che servono risorse, serve una cabina di regia nazionale coordinata dalla Protezione Civile in grado di individuare punti di debolezza e criticità infrastrutturali. E servono provvedimenti straordinari in grado di alleviare i disagi delle aziende agricole e zootecniche altrimenti destinate al default e quindi alla chiusura. Le stesse misure del dl Agricoltura da sole non sono sufficienti».