Roma, 30 luglio 2024 – La vittoria di Nicolás Maduro, al terzo mandato come presidente del Venezuela, ha suscitato numerose perplessità e timori di brogli anche a livello internazionale e ha scatenato una protesta che ha coinvolto migliaia di persone in gran parte del Paese, soprattutto a Caracas dove sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni. Diversi gli scontri con le forze dell’ordine che il Governo locale aveva già dispiegato per precauzione, in tenuta antisommossa e dotati di cannoni d’acqua per disperdere la folla ed evitare contestazioni.
Diversi cortei hanno sfilato bloccando il traffico, mentre alcuni manifestanti pare lanciassero molotov contro gli edifici governativi al grido di “non vogliamo Maduro, vogliamo libertà”. In Coro alcune persone hanno abbattuto una statua di Chavez, predecessore dell’attuale presidente e suo mentore. Secondo quanto reso noto dalla Ong Observatorio Venezolano de Conflictividad Social ci sono state 187 proteste in 20 Stati.
Gli scontri
Diverse le cariche dei manifestanti contro gli agenti schierati in tenuta antisommossa, tanto che in alcuni casi gli stessi agenti hanno indietreggiato. Maduro promette una dura risposta contro questi atti violenti. La Procura nazionale ha annunciato il divieto delle proteste e in un comunicato avverte che le persone arrestate rischiano l’incriminazione per “incitamento all’odio” con pene fino a 20 anni di carcere.
Decine di persone sono finite in manette per aver partecipato ad azioni criminali e terroristiche e il Governo di Maduro ha annunciato la sospensione momentanea di alcuni voli commerciali tra Venezuela e Panama e la Repubblica Dominicana a partire dalla serata di mercoledì come reso noto dall’Istituto nazionale di aeronautica civile.
Maduro accusa l’opposizione
Mentre l’opposizione continua a sostenere i presunti brogli elettorali e che il vero presidente dovrebbe essere Edmundo Gonzàlez Urrutia, che avrebbe ottenuto in realtà più del 70% dei voti, il presidente replica e attacca l’opposizione accusandola di essere la responsabile del colpo di Stato “fascista e controrivoluzionario”. «Abbiamo assistito» – afferma Maduro – «a una serie di attacchi violenti, che potrebbero essere definiti criminali, terroristici. Diversi gli arrestati, tutti con precedenti penali».