Armi nucleari, Stoltenberg: «Nato dovrebbe schierarne di più»

Roma, 17 Giugno 2024 – «La Nato dovrebbe mostrare al Mondo il proprio arsenale nucleare per inviare ai propri nemici un messaggio forte e chiaro. Queste le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg intervistato dal quotidiano inglese Telegraph in merito alla minaccia in crescita rappresentata da Russia e Cina. «Non entrerò nei dettagli su quante testate nucleari dovrebbero essere operative e quali essere immagazzinate, ma dobbiamo consultarci su questi temi: questo è esattamente ciò che stiamo facendo» rivelando, senza sbilanciarsi, che sono in corso delle consultazioni in presenza tra i Paesi membri dell’Alleanza in merito alla messa in stand-by degli armamenti nucleari.

 

Trasparenza sul nucleare

Per Stoltenberg infatti è fondamentale una politica di trasparenza in merito alle armi nucleari e che questa deve essere la strada che la Nato deve perseguire per preparare il blocco Nordatlantico a un Mondo più ostile. «La trasparenza aiuta a veicolare il messaggio che siamo un’Alleanza nucleare e il nostro obiettivo è avere un Mondo privo di armamenti di distruzione di massa» sottolineando infatti che finché Paesi come Corea del Nord, Cina o Russia hanno armi nucleari e continuano a investirvi (Pechino potrebbe arrivare a quota mille testate nucleari entro il 2030), deve averle anche la Nato.

Incremento di investimenti

Mentre questa sera intorno alle 21:30 ore italiane Jens Stoltenberg dovrebbe incontrare il presidente Usa Joe Biden alla Casa Bianca in vista del prossimo vertice Nato, anche l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri) lancia un allarme in merito agli investimenti sulla produzione di testate nucleari che potrebbe aumentare in maniera «estremamente preoccupante» negli anni a venire, specificando che il numero, se da una parte diminuisce grazie al disarmo delle armi dalla Guerra Fredda, dall’altro aumenta quelle attive come spiega Dan Smith direttore del Sipri sottolineando come la Cina sia il Paese più produttivo nonostante non sia l’unico ad avere una spinta notevole nel settore.

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