Rafah, Israele richieste all’Anp di gestire il valico

Roma, 14 Maggio 2024 – L’Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen avrebbe ricevuto da Israele la richiesta di gestire il valico di Rafah, attualmente sotto lo stretto controllo delle forze di difesa israeliane (Idf). A diffondere la notizia, che giunge dopo quella di un mezzo Onu colpito durante gli scontri, vede un passo indietro rispetto alle intenzioni di Israele che non ha mai voluto un coinvolgimento diretto dell’Anp, è il Jerusalem Post che riporta le varie fonti citate su Axios.

 

Contestualmente l’Egitto ha reso noto di aver espresso il suo parere contrario nei confronti dell’escalation israeliana e accusa il Paese di essere responsabile del peggioramento della situazione nella striscia di Gaza nonché di ostacolare l’arrivo degli aiuti come spiegato all’emittente statale egiziana Al Qaher da una fonte di alto livello. Per questo l’Egitto starebbe valutando di ridimensionare le relazioni diplomatiche con Israele. Il Wall Street Journal ad esempio riporta che tra le ipotesi al vaglio delle autorità egiziane c’è il ritiro da Tel Aviv dell’ambasciatore. «Al momento non ci sono piani per sospendere i legami o buttare via Camp David», ha affermato un’altra fonte riferendosi agli accordi che hanno portato al Trattato di pace del 1979. «Ma finché le forze israeliane rimarranno al valico di Rafah, l’Egitto non invierà un solo camion».

Mentre Israele festeggia il Giorno del ricordo dei caduti il primo ministro Benjamin Netanyahu è stato oggetto di critiche e contestazioni mentre interveniva sul Monte Herzl a Gerusalemme. Stando ai media locali infatti, un uomo avrebbe sventolato una bandiera nazionale con la scritta 7/10, in riferimento alle mancate responsabilità del primo ministro e diversi familiari dei caduti avrebbero gridato «hai preso i miei figli», mentre altri abbandonavano il Monte.

Sullivan: «Israele deve garantire protezione dei civili»

Nel corso di una conferenza stampa il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan afferma che Israele debba impegnarsi di più per poter assicurare la sicurezza e il benessere della popolazione civile, ma contestualmente respinge le ipotesi di genocidio. «Non crediamo che quello che sta accadendo a Gaza sia un genocidio» afferma, sostenendo il sostegno incrollabile americano a Israele. «Il Mondo dovrebbe dire ad Hamas di sedere al tavolo e trattare, lavoriamo a un cessate il fuoco e a un accordo sugli ostaggi».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *